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La lunga e tortuosa strada verso la riforma della sanità

La lunga e tortuosa strada verso la riforma della sanità

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foto tavolo maroni

Secondo incontro oggi del tavolo Maggioranza e Opposizione sulla Riforma della Sanità dopo le barricate in aula della scorsa settimana, con cui, abbiamo ritardato l’approvazione del testo di riforma della sanità lombarda, un copia incolla inaccettabile del modello formigoniano.

Maroni è entrato nel merito dei 10 punti che avevamo presentato insieme alle altre opposizioni per (ri)scrivere una riforma in modo che sia finalmente a misura di cittadino.

Il presidente si è mostrato meno conciliante rispetto al primo incontro all’accoglienza delle nostre proposte e il tutto è stato aggiornato a un tavolo tecnico che valuterà come tradurre le proposte in emendamenti e ordini del giorno. Insomma, al momento la strada appare ancora lunga, e sui nostri obiettivi non molliamo, a costo di tenere i consiglieri della maggioranza fino a notte fonda nelle sedute di settimana prossima in Consiglio Regionale, quando inizierà il secondo round sulla riforma.

Raccogliamo comunque con cauta soddisfazione la timida apertura di Maroni, ad oggi solo sui principi, in merito a un’agenzia di controllo indipendente capace di monitorare con maggior efficenza un sistema che ha sempre lasciato la porta aperta a scandali e dispersione di patrimonio pubblico, come da esplicita richiesta del M5S, mentre non accettiamo la risposta del governatore sulla stabilizzazione dei precari. Con la scusa delle “indicazioni governative” ha parlato solo di un 50 % di stabilizzazioni di chi lavora da almeno tre anni nel settore sanitario, mentre per noi si può e si deve fare molto di più. Ci sembra davvero il minimo, di fronte a una riforma che va ancora a foraggiare i privati, a mettere soldi pubblici nelle tasche di pochi, garantire quanto meno sicurezza e un futuro certo a chi lavora con dedizione e onestà!

Pesa infine, come un macigno, il no alla revisione dell’organizzazione dei servizi sui territori. Per noi si devono tagliare poltrone ed enti inutili, quindi chiediamo di portare a 5 le ats, dalle attuali 15 asl, ma rigettiamo la proposta di una ats unica, che rischia di abbandonare i territori a se stessi.

Il cambio di passo che ci eravamo auspicati fatica ad arrivare. Evidentemente sono troppi gli interessi in ballo che Maroni deve tutelare: tutti fuorché quelli dei cittadini! Se al prossimo tavolo la situazione non cambierà Maroni e la maggioranza sanno cosa li aspetterà nelle prossime sedute d’aula: vietnam parte seconda, tutte le notti a discutere le migliaia e migliaia di ordini del giorno del M5S con un unico obiettivo: ostacolare questa riforma e mettere i bastoni nelle ruote al presidente Maroni che vuole portare a casa la riforma prima della nuova spartizione delle poltrone di dicembre, quando scadranno le nomine di tutti i direttori generali della sanità.

Dario Violi – Capogruppo MoVimento 5 Stelle Lombardia

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