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Dopo Expo e Antimafia: programmazione miope e mancanza di trasparenza

Dopo Expo e Antimafia: programmazione miope e mancanza di trasparenza

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Campo Base Expo (foto Edilsider)-2

Il 29 dicembre i portavoce M5S Silvana Carcano, consigliere regionale, e Bruno Marton, senatore, già da tempo impegnati nel controllo di tutte le attività riguardanti Expo e post-Expo, hanno incontrato il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni per esporre le proprie preoccupazioni a riguardo la chiusura del sistema di sicurezza informatico antimafia di Expo.

“L’incontro di ieri dal Prefetto – dichiara la portavoce pentastellata in Regione – verteva su due temi: sulla richiesta da noi espressa in consiglio regionale, e approvata all’unanimità, che Arexpo firmasse il prima possibile il protocollo legalità, e sulla chiusura dei sistemi informativi antimafia Siprex e Sigexpo, avvenuta, come si legge sulla stampa, con una lettera del dott. Sala al Comune e alla Prefettura. L’incontro ha evidenziato, ancora una volta, che i temi della gestione dell’Expo e del Dopo Expo sono stati trattati in maniera separata come fossero due momenti distinti tra loro e non parti di un unico processo.
Facciamo un passo indietro per far chiarezza sulla questione. Tra il 2012 e il 2013 le società appaltanti gravitanti intorno al “mondo Expo”, tra cui Expo stessa, Metro 5 Spa, CAL e Infrastrutture Lombarde Spa, sottoscrivono il Protocollo Legalità (a titolo d’esempio, Expo Spa firma il 13 febbraio 2012, a luglio 2012 la TEM Spa, a dicembre 2013 la tratta Zara-Expo, e via dicendo). Per rendere concreti i protocolli legalità, e rispondere a quanto previsto dalle Linee Guida, la Prefettura di Milano e le 9 stazioni appaltanti promuovono la realizzazione di piattaforme informatiche che assicurino la raccolta di ogni informazione utile per i controlli antimafia, per il corretto tracciamento dei flussi finanziari di ogni azienda attiva intorno al “mondo Expo” e, al contempo, per il monitoraggio dei diversi cantieri, al fine di realizzare la massima trasparenza della fase esecutiva degli appalti, la più delicata, e di conferire la massima efficacia agli interventi di accesso nei cantieri da parte del Gruppo Interforze Centrale (GICEX). Expo realizza, per il sito espositivo e per le Vie d’acqua, il sistema Sigexpo.
Nove piattaforme diverse per le 9 stazioni appaltanti. Che rendevano complesso e articolato il lavoro della Prefettura milanese, nodo centrale dei controlli. Arriva, dunque, in soccorso, il progetto Siprex, per la realizzazione di una piattaforma integrata che raccoglie e uniforma i nove sistemi informativi e che diventa il sistema di gestione unico in capo alla Prefettura per tutti i cantieri Expo di tutte le informazioni operative, economico finanziarie e di gestione delle diverse stazioni appaltanti.
Nello stesso Piano d’azione Mafia Free, all’articolo 4, in capo ad Expo, si legge l’impegno, tra gli altri, di coordinare l’implementazione della piattaforma Siprex per renderla fruibile da parte della Prefettura di Milano, come strumento per svolgere un controllo coordinato sulle opere connesse all’evento, appaltate anche da soggetti diversi dalla società Expo Spa.
Nessun riferimento ad una scadenza temporale del progetto Siprex. Se non, immaginiamo, al termine della società Expo Spa, prevista per giugno 2016.
E invece scopriamo con nostra sorpresa che i due sistemi informatici hanno scadenza il 31/12/2015. E con una lettera di fine novembre, il dott. Sala chiarisce che dal primo gennaio 2016 entrambi i sistemi informatici cesseranno di funzionare: Expo non inserirà più nessuna nuova informazione nel sistema informativo Sigexpo, nonostante l’area di Expo sia tornata ad essere un cantiere attivo per le attività di smantellamento del sito, e Siprex, sviluppato dalla società Expo, non farà più quell’attività di raccordo di tutte le piattaforme per tutte le stazioni appaltanti.
Chiariamo: il patrimonio informativo dei dati raccolti sin d’ora viene mantenuto e trasmesso alla Prefettura, ma ora non è più possibile aggiungere in Sigexpo informazioni su nuove aziende che opereranno nel cantiere. Così come non è più possibile far convogliare i dati di tutte le nove stazioni appaltanti in un unico database integrato presso la Prefettura.
Quindi?
Expo ha risolto il problema Sigexpo “customizzando” il sistema APEM, realizzato dalla società Aster e utilizzato per monitorare gli accessi nel sito espositivo durante i 6 mesi della manifestazione, trovando più conveniente questa personalizzazione rispetto ad un prolungamento di Sigexpo fino a fine giugno 2016, aggiungendo in APEM anche quei dati che serviranno alla Prefettura per i controlli antimafia.
Rimane il peggioramento in capo alla Prefettura milanese che non potrà più avere quella semplificazione con un unico contenitore al posto di nove. L’attività di controllo sarà più faticosa, non meno puntuale, e ha obbligato la stessa Prefettura a rimediare a questa carenza con le forze interne. A titolo d’esempio, anziché convogliare le informazioni alle Forze dell’ordine attraverso Siprex, la prefettura effettuerà quest’attività con un sistema di PEC, di catalogazione e protocollazione per l’assegnazione precisa e puntuale agli uffici delle Forze dell’ordine di competenza. Sforzi decisamente maggiori. Che ci interrogano su come sia possibile che i controlli antimafia non siano mai prioritari per un Governo o una Regione sempre pronti a stanziare soldi per Fondazioni private o progetti Fast Post Expo di dubbia importanza, e che non valutano con la stessa prontezza l’ipotesi di investire dei soldi per prolungare i controlli antimafia fino al termine del giugno 2016.
A fronte, quindi, di un aggravio dell’attività di controllo in capo alla Prefettura, ci interroghiamo poi sul motivo per cui nel Piano d’azione Mafia Free non sia stata inclusa anche Arexpo, che, come ormai noto, svolgerà una parte consistente delle attività di smantellamento del sito. Perchè abbiamo dovuto chiedere noi, con atti di indirizzo politico in aula, che Arexpo sottoscrivesse il Protocollo legalità? Perchè abbiamo dovuto chiedere l’applicazione concreta di quella mozione, sollecitando il Prefetto a far firmare quel Protocollo il prima possibile, visto che ancora nulla si è mosso? Perchè dobbiamo inseguire la modalità con cui Arexpo inserirà le informazioni che Expo inseriva in Sigexpo e ora in APEM? Arexpo realizzerà un nuovo sitema informatico o comprerà APEM da Expo? Come proseguiranno nel dismantling in capo ad Arexpo i controlli antimafia e la tracciabilità delle attività di cantiere avvenuti nella fase del cantiere Expo?
Ancora una volta, il punto su cui ci siamo impantanati è il dopo Expo. Perchè nessuno ha coordinato sin dall’origine Expo e dopo Expo come un progetto unico, suddiviso in fasi, includendo sin dall’inizio anche la società Arexpo?
Purtroppo le conseguenze di questa miopia delle istituzioni, che hanno pensato solo ed esclusivamente alla fase Expo, ha conseguenze e costi che ricadono su tutti. O siamo solo noi quelli che “pensano male”?Eppure è di ieri la notizia che Regione Lombardia ha assegnato ad Arexpo ben 50 milioni di euro per gestire la fase transitoria dei cantieri. Tutti pronti a finanziare Arexpo, ma tutti attenti a non disturbarla nei suoi doveri?
Subito dopo le Feste natalizie, torneremo a ribadire con forza queste domande, nella speranza che Arexpo non sia più una società sempre tenuta nascosta (e per quale motivo poi?) ma che la responsabilità di ciò che le spetta inizi ad essere rispettata. A noi piace la trasparenza… siamo fatti così.”

Silvana Carcano – Consigliere Regionale del M5S Lombardia