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ANAC risponde a esposto M5S: gara turbina inceneritore di Desio illegittima, la commedia è finita

ANAC risponde a esposto M5S: gara turbina inceneritore di Desio illegittima, la commedia è finita

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“In questo disastro la responsabilità politica del PD brianzolo è devastante: hanno portato sul baratro una società pubblica e i suoi lavoratori, piazzando politici mal riciclati nei Consigli di Amministrazione, difendendo ad oltranza manager incapaci anche quando bastava leggere le carte per rendersi conto di quanto succedeva, perseguendo una politica industriale fallimentare, senza capire che il mondo in cui i rifiuti si dovevano bruciate è finito. Il Presidente della Provincia Gigi Ponti vada a casa, se ha un minimo di decenza”, così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l’accoglimento di ANAC dell’esposto del M5S Lombardia sul bando relativo alla nuova turbina.

Sono infatti innumerevoli i rilievi emersi dall’istruttorie dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, in merito all’esposto di dicembre del M5S riguardo alle irregolarità sulla gara a doppio oggetto, dal valore di 7,5 milioni di euro, indetta da Bea per la sostituzione della turbina dell’inceneritore di Desio.

Tra questi “la gara è stata aggiudicata per un importo superiore rispetto a quello indicato nel bando”, “la stazione appaltante ha aggiudicato per un importo superiore a quello messo a gara per ottenere una prestazione tecnicamente inferiore a quella potenzialmente richiesta”, “clausole discordanti nella documentazione di gara”.

Per ANAC la gara è da rifare: “Sarebbe stato dunque necessario in ipotesi di gara deserta o di assenza di offerte appropriante, rivolgersi nuovamente al mercato, aprendo un nuovo confronto competitivo. Circostanza, peraltro, che nel caso di specie sarebbe stata quantomai opportuna, in considerazione del fatto che le numerose criticità rilevate nella gara in oggetto inducono a concludere che l’offerta di Comef s.r.l. non potesse ritenersi ‘appropriata’ ” e Bea S.p.A. ha 20  giorni di tempo per “manifestare la volontà di conformarsi alle indicazioni dell’Autorità”.

Corbetta aggiunge: “Se la situazione non fosse gravissima, verrebbe da dire che la commedia è finita. Anac ha letteralmente demolito le tesi difensive di Bea, confermando le gravi inadempienze e criticità segnalate dal Movimento 5 Stelle e ravvisando la necessità che a tutela dell’interesse pubblico la gara sia annullata! Abbiamo fatto un enorme lavoro di studio e analisi, durato mesi, su tutta la documentazione del bando:  troppe le anomalie, troppe le stranezze… e ora l’Anac non solo conferma i nostri dubbi ma va oltre nell’indagine.

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Ci hanno minacciato di querela per aver leso l’immagine e il buon nome della società. Ci hanno accusato di fare polemiche strumentali, di buttarla in politica. Ora mi aspetto le scuse del Presidente di Bea. Se vogliono cercare qualcuno che ha infangato la società si guardino allo specchio.

Vista l’incompetenza e l’incapacità dimostrate (le definisco così, in attesa che la Procura della Repubblica si pronunci sulle responsabilità penali), do per scontate le dimissioni dei Consigli di Amministrazione di Bea e Bea Gestioni e del Direttore Generale di Bea. Per mesi hanno continuato a difendere l’indifendibile stravolgendo la realtà dei fatti.

Anche l’attuale Presidente di Bea, Mazzuconi, ha enormi responsabilità. C’è stata perfetta continuità tra l’operato delll’ex presidente Boselli e quello di Mazzuconi: non solo perché la gara per i servizi di ingegneria è stata indetta sotto la sua presidenza, ma anche perché nel rispondere alla prima sollecitazione di Anac del dicembre scorso, Mazzuconi ha sposato e sottoscritto le discutibili argomentazioni già utilizzate da Boselli e Cambiaghi per giustificare le irregolarità di una gara da setti milioni e mezzo di denaro pubblico.

Ma le risultanze istruttorie dell’Anac hanno un peso devastante anche e soprattutto sul piano politico. Con l’intervento di Cantone svaniscono i sogni del PD di potenziamento del forno e di fusione con Cem.

Di fronte alle macerie della gara a doppio oggetto e del piano industriale che la prevede, Gigi Ponti abbia la decenza e il pudore di dimettersi da presidente della Provincia, l’ente azionista di maggioranza relativa in Bea.

L’auspicio è che si colga l’occasione di questa disfatta per cambiare definitivamente rotta. L’incenerimento è una strada senza futuro, il mondo va da un’altra parte. Il Movimento 5 Stelle è disponibile a collaborare per salvare Bea e i suoi lavoratori dal futuro incerto che si profila, delineando una nuova politica industriale fondata sul riciclo, il recupero di materia, lo sviluppo occupazionale e la convenienza economica per i cittadini. La capiranno questa volta?”.

Gianmarco Corbetta – Portavoce Regionale del M5S Lombardia