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Dote Scuola: studenti della scuola pubblica ancora discriminati.

Dote Scuola: studenti della scuola pubblica ancora discriminati.

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Pochi giorni fa la giunta ha pubblicato la delibera riguardante la Dote Scuola, lo strumento di Regione Lombardia che finanzia gli istituti scolastici, pubblici e privati. Ancora una volta dobbiamo registrare, purtroppo, una disparità di trattamento per chi frequenta gli istituti pubblici, a vantaggio degli studenti della scuole paritarie. Nel dettaglio la Lombardia ha stanziato 20 milioni di euro (esclusivamente fondi regionali), destinati alle famiglie che iscrivono i propri figli alla scuola paritaria, e solo 11,1 milioni, tra l’altro in gran parte costituiti da contributi statali (8,5 milioni), per le famiglie che scelgono gli istituti statali. Ma entriamo ancora di più nello specifico, ricordandoci che gli studenti che vanno alla scuola pubblica sono il 90% del totale. I 20 milioni per le paritarie, destinati a famiglie con un reddito (Isee) da 0 a 40 mila euro, finanziano gli alunni dalla suola primaria alla quinta superiore. In particolare, le famiglie che rientrano nella fascia più alta, con Isee da 28 a 40 mila euro, ricevono 300 euro per la primaria, 1000 per le medie e 1300 euro per le superiori. Ora veniamo alle statali. Le famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole pubbliche, con ISEE da 0 a 5 mila euro, quindi nuclei familiari in grossa difficoltà, famiglie povere, ricevono ZERO per la scuola primaria, 120 euro per le medie e 240 euro per le superiori ma, solo per la scuola dell’obbligo, quindi primo e secondo anno. Questo per la fascia più bassa, per la fascia più alta, ovvero le famiglie con ISEE fino a 15.454 euro, ricevono ancora ZERO per la primaria, 90 per le medie e 130 per le superiori dell’obbligo.
Insomma, “più siete poveri e meno vi aiutiamo”, è questo quello che dice chiaramente, numeri alla mano, la politica della scuola di Regione Lombardia. Questo atteggiamento discriminatorio nei confronti degli alunni delle scuole pubbliche è totalmente inaccettabile, basti pensare che il costo medio per i libri delle superiori è di 600 euro. Ancora una volta assistiamo all’azione vergognosa e iniqua di questa Giunta ciellina che calpesta la scuola pubblica e laica, già in perenne difficoltà di finanziamenti. Il M5S di fronte a tutto questo non si arrende, e continuerà a combattere per la salvaguardia dei diritti di chi iscrive i propri figli negli istituti pubblici presenti sul nostro territorio.

Paola Macchi – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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