Home HOME PAGE Inferno sui treni lombardi. Trenord non rispetta il contratto di servizio!
Inferno sui treni lombardi. Trenord non rispetta il contratto di servizio!

Inferno sui treni lombardi. Trenord non rispetta il contratto di servizio!

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Il mese di giugno si è rivelato un inferno per migliaia di pendolari, tra soppressioni, ritardi infiniti e carrozze senza aria condizionata. E’ stata una disfatta epocale in cui si è toccato il fondo quando dei passeggeri sono stati costretti a scendere dai treni sulla massicciata in piena campagna e a camminare sui binari fino alla stazione. Per non parlare delle proteste per l’assenza di refrigerazione nelle carrozze e per le tratte senza convogli per ore. Non c’è una sola linea ferroviaria che si salvi.

Per il trasporto pubblico in Lombardia è allarme rosso e le responsabilità hanno nomi e cognomi precisi, visto che in questa legislatura ogni estate si ripetono gli stessi errori da parte di TRENORD e la Giunta Maroni resta impassibile! E’ evidente che manca una programmazione e non si provvede alle pre-manutenzioni estive. Il M5S ha depositato un’interrogazione alla Commissione regionale trasporti e richiesto un’audizione urgente dell’Amministratore Delegato di TRENORD e dei responsabili RFI e FerrovieNord per la rete infrastrutturale lombarda e dell’Assessore Sorte.

Le due azioni del M5S danno voce anche alle proteste delle decine di Comitati Pendolari che arrivano da settimane in Regione senza che nessuno decida di dare risposte o intervenga con soluzioni rapide.

E’ di oggi la dura lettera dei Rappresentanti dei Viaggiatori lombardi della Conferenza del TPL che protestano per i pesanti disagi e disservizi subiti. Il M5S ha tradotto le loro richieste in un’interrogazione in cui si chiede l’applicazione delle penali del Contratto di Servizio a TRENORD che evidentemente non lo ha rispettato e interventi radicali per il miglioramento delle condizioni di viaggio degli utenti lombardi.

L’Assessore Sorte, di Forza Italia, meriterebbe un monumento all’incapacità e all’inerzia. Del suo piano di investimenti straordinari annunciato a febbraio 2017 non c’è nemmeno l’ombra.

Iolanda Nanni