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160 nuovi treni? Solo un gioco di prestigio di Maroni!

160 nuovi treni? Solo un gioco di prestigio di Maroni!

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Dopo la debacle estiva del servizio ferroviario e migliaia di pendolari imbestialiti, arriva la “sparata” di Maroni che annuncia investimenti per 160 nuovi treni per un ammontare di 1,6miliardi di euro con un emendamento che vincola il bilancio regionale da qui al 2032. Con un abile gioco di prestigio, Maroni fa apparire sulla scena 160 nuovi treni: ma c’è il “barbatrucco”. A guardar bene le carte, da qui al 2019 lo stanziamento sarà di soli 100milioni sul 1,6 miliardi annunciati. 100 milioni bastevoli al massimo per l’acquisto di 10 treni che – se andrà bene – saranno messi in circolazione nel 2020. Gli altri 150 treni? Li vedranno forse i nipoti dei pendolari nel 2050. Si tratta della solita scenografica operazione di marketing elettorale costruita con promesse iperboliche sulle spalle di viaggiatori e pendolari costretti a treni da terzo mondo.

Ma i giochi di prestigio di Maroni hanno le gambe corte: rimandare al 2032 la soluzione dell’emergenza trasporto pubblico in Lombardia è solo il maldestro tentativo di salvare la faccia di fronte ai pendolari a fine legislatura. In questi quattro anni Maroni ha preferito puntare tutto su BREBEMI, TEEM e PEDEMONTANA, tenendo la testa sotto la sabbia di fronte agli scandali che hanno investito FNM, o sugli affidamenti senza gara di TRENORD ignorando l’appello del M5S che chiedeva un giro di vite su FNM, Trenord e le controllate regionali, all’insegna della trasparenza e della lotta agli sprechi.

Ora cerca di correre ai ripari, ma non ci sono i tempi, la situazione del servizio ferroviario regionale è del tutto fuori controllo, ed è l’inevitabile conseguenza delle scelte politiche della Giunta leghista. La verità è che di treni dovrà occuparsi chi guiderà la Lombardia nella prossima legislatura. Maroni e i suoi hanno fallito e il loro tempo è scaduto. E questa manovra da campagna elettorale non basterà per riconquistare la fiducia definitivamente persa agli occhi dei 700,000 pendolari lombardi.

Iolanda Nanni, consigliera regionale del M5S.