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ORAC, per la Lombardia una legge da Prima Repubblica

ORAC, per la Lombardia una legge da Prima Repubblica

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Con ORAC, il nuovo organo regionale per il controllo e l’anticorruzione, non si vuole dar vita ad un reale cambiamento adottando un testo di legge gattopardesco, una normativa che risulta un palliativo rispetto alle reali esigenze della Lombardia. È un controllore che nasce senza possibilità di controllo: non ha compiti ispettivi e non è indipendente dalla Giunta regionale. ll nostro Movimento nasce da una forte esigenza di cambiamento e discontinuità con il passato. Non possiamo accettare soluzioni di compromesso su argomenti di fondamentale importanza come i controlli e la legalità. Inoltre, abbiamo chiesto in tutte le sedi e con atti istituzionali di rivedere una norma sbagliata e incostituzionale. Chi governa la Lombardia non ha voluto sentire ragioni, evidentemente l’ambiguità di questo organismo è utile a qualcuno. Spiace che la nostra regione, dopo il quinquennio fallimentare di Maroni e con la pessima eredità che ha lasciato Formigoni, non riesca nè voglia dotarsi di strumenti di controllo in grado di operare autonomamente e nell’interesse dei cittadini. E ne avremmo urgente bisogno: tra i più importanti piani di sviluppo in Lombardia l’area MIND dove Arexpo sta costruendo il dopo Expo. Peccato che ORAC non avrà nessuna possibilità di verifiche perché Arexpo è fuori dal Sireg. Insomma con ORAC la Lombardia si è dotata di un ente di controllo inerte.

Marco Fumagalli e Monica Forte – Consiglieri Regionali del M5S

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