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Superstrada Vigevano-Malpensa, il governo valuti le criticità

Superstrada Vigevano-Malpensa, il governo valuti le criticità

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Ieri il sottosegretario del MIT Michele Dell’Orco è stato interrogato alla Camera sullo stato dell’arte relativo all’iter di approvazione del progetto relativo alla superstrada Vigevano-Malpensa.

La risposta del Governo non riteniamo abbia aperto le porte ai cantieri, ma si è limitata a descrivere lo stato dei fatti. Come sottolineato dal sottosegretario dei Lavori Pubblici il Governo tiene in grande considerazione la presenza di svariati ricorsi presentati al TAR.

Come gruppo Regionale M5S ribadiamo la nostra contrarietà ad un’opera progettata oltre vent’anni fa, incapace di rispondere alle attuali esigenze della popolazione, che avrà un impatto devastante sulle aziende e, più in generale, su tutto il territorio, in particolare sul Parco Agricolo Sud Milano e sul Parco del Ticino, eccellenza lombarda classificata come patrimonio dell’Unesco. Con la sua costruzione della strada si andrebbe a distruggere per sempre un biotopo unico in Italia.

La Vigevano-Malpensa nasce, in legge obiettivo, allo scopo di collegare l’aeroporto Malpensa, al tempo immaginato come futuro hub internazionale Malpensa 2000, con la tangenziale ovest. Il progetto attuale non solo non risponde allo scopo prefissato, ma anzi elimina del tutto la tratta verso Milano, che andrebbe riqualificata ma non certo trasformata in un’autostrada.

Nel tempo il progetto è stato reso obsoleto da due fattori. Primo, Malpensa non è diventato quell’hub internazionale che si ipotizzava in quanto la scelta è stata quella di puntare su Fiumicino e i flussi di passeggeri pertanto sono inferiori a quanto stimato. Secondo, esiste già un’infrastruttura di collegamento a Malpensa da Marcallo con Casone: la SS336dir, attraverso la quale la A4 è collegata direttamente all’aeroporto.

Il gruppo regionale del M5S ha sempre seguito con attenzione l’evolversi di questa opera, a livello locale e nazionale. Ricordiamo gli incontri dei no tangenziale con l’allora candidato premier Luigi Di Maio a supporto della battaglia che stavano portando avanti al fine di preservare agricoltura, paesaggio, ambiente e qualità della vita all’interno di queste aree. Anche l’Unione Europea ha bocciato l’opera per via del suo impatto ambientale.

Siamo d’accordo sul fatto che sia necessario trovare una soluzione alle criticità locali legate al traffico, ma riteniamo che le stesse si possano risolvere con interventi mirati e di riqualificazione dell’esistente, oltre che con il raddoppio linea ferroviaria Milano Mortara.

La maggior parte degli Enti è contraria al progetto, sebbene la situazione sia in continua evoluzione, riteniamo di dover ribadire il nostro deciso no all’opera per come è allo stato attuale. La nostra posizione in questa vicenda è al fianco degli agricoltori, dei pendolari e di tutti i cittadini che riconoscono il pregio ambientale, storico e culturale di queste aree.

Abbiamo segnalato al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture tutte le criticità legate all’opera. In attesa di conoscere le valutazioni del Governo continueremo a dar voce alle esigenze dei territori.

M5S Lombardia

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