Da quando sono stata eletta portavoce in Regione Lombardia nel 2018 sono entrata a far parte della Commissione cultura, della Commissione lavoro e attività produttive e sono stata eletta Presidente della Commissione antimafia, anti-corrruzione, trasparenza e legalità. Pochi mesi dopo, sempre nel 2018, è nato in seno alla Conferenza delle assemblee legislative, il Coordinamento delle commissioni e degli osservatori antimafia regionali e ne sono diventata vice presidente.

La presidenza della Commissione antimafia mi impegna in modo particolare: la programmazione dei lavori, il coordinamento delle attività, la predisposizione degli atti di indirizzo, l’iter di analisi dei provvedimenti di Giunta e Consiglio, la partecipazione ad eventi e incontri pubblici, la relazione con le associazioni, le istituzioni, le forze dell’ordine, la presenza alle commemorazioni, l’organizzazione di eventi di iniziativa della Commissione in Consiglio e sui territori, il supporto agli enti locali… tutto questo assorbe buona parte del mio tempo. A ciò si è aggiunto l’impegno nel Coordinamento che prevede incontri periodici e la predisposizione di proposte di legge aventi lo scopo di armonizzare il più possibile tra le regioni d’Italia la normativa in materia di prevenzione e contrasto alle criminalità organizzate e la diffusione della cultura della legalità.

ANTIMAFIA

Dovendo selezionare alcuni dei lavori più significativi della Commissione, ci tengo a ricordare:

– due indagini conoscitive, una terminata a luglio 2019 sul traffico illecito di rifiuti con particolare attenzione al fenomeno degli incendi e una, ancora in corso ma in fase di conclusione, sul traffico illecito di stupefacenti con un focus sugli oppiacei sintetici;

– due risoluzioni, poi votate all’unanimità in Consiglio regionale, una per la costituzione di una task force sui beni confiscati finalizzata anche all’utilizzo dei fondi europei, una sulle misure preventive per il fenomeno dell’usura e per il controllo dei bandi regionali durante il periodo della pandemia;

– la partecipazione ai processi per mafia sul territorio regionale, come quello di Como per i fatti di ndrangheta a Cantù e a Bergamo per il processo Papa, una presenza della Commissione a tutte le udienze per garantire sostegno e vicinanza a magistrati e testimoni vittime di intimidazioni da parte dei parenti degli imputati;

–  la stipula di un accordo con l’Università Statale di Milano affinché studenti laureandi in Politiche e Amministrazioni pubbliche con curriculum in criminalità organizzata vengano a svolgere il proprio tirocinio curriculare in Commissione regionale. Ad oggi sei ragazze/i, per alcuni dei quali ho fatto in sede di discussione di laurea correlatrice esterna, hanno lavorato a progetti che sono diventati da un lato parte delle loro tesi di laurea e dall’altra patrimonio della Commissione e base per i lavori portati avanti nel corso degli anni;

– l’organizzazione di eventi territoriali rilevanti, come quelli a Cantù, a Mariano Comense, a Corsico, a Paderno Dugnano per i 10 anni dal summit di ‘ndrangheta nel Circolo Falcone Borsellino, e molti altri, così come molti eventi di approfondimento con la partecipazione di ospiti importanti come la dott.ssa Alessandra Dolci, il dott. Gratteri, il dott. Di Matteo, i prof. Nicaso, e molti molti altri;

– ogni anno organizziamo la Giornata regionale in ricordo delle vittime di mafia dedicandola di volta in volta a diverse vittime, come i giornalisti, i preti, le donne, i bambini, donne e uomini delle scorte, magistrati e, purtroppo, molti altri con la partecipazione di centinaia di studenti da ogni provincia della Lombardia;

– la realizzazione di mostre come quella in ricordo delle vittime di mafia attraverso l’affissione delle biografie delle vittime, da cui è stato poi realizzato un libro che destineremo a tutte le scuole della Lombardia, e la mostra Lenzuoliamo.

Nell’ambito del Coordinamento nazionale antimafia ho curato la predisposizione di una proposta di legge al Parlamento per consentire alle aziende che abbiano denunciato tentativi di infiltrazione mafiosa e atti estorsivi di rimanere nel circuito del mercato legale attraverso una forma di premialità per l’accesso agli affidamenti della pubblica amministrazione. Un lavoro che ha impegnato me e i miei collaboratori per un anno intero lungo una serie di incontri con Anac, Antitrust, Commissario del Governo per le misure anti racket e anti usura, e altre authority nazionali al fine di superare in anticipo tutte le potenziali criticità. Altri due lavori importanti che sono stati conclusi, votati all’unanimità e inviati a tutti i Consigli regionali d’Italia sono stati il progetto “Liberi di scegliere” che in Lombardia la nostra commissione ha portato in aula consiliare ottenendo la votazione unanime, e uno schema di legge sui beni confiscati.

CONTROLLI

Altro tema che ho sempre seguito è quello dei controlli degli atti amministrativi, degli appalti, delle società partecipate. Un settore di particolare importanza nelle amministrazioni pubbliche che prevede:

– l’analisi ogni anno degli aggiornamenti dei Piani triennali anti-corruzione sia di Giunta che di Consiglio con l’elaborazione di osservazioni che integrino i testi predisposti in bozza prima della pubblicazione;

– la verifica della relazione annuale dell’ Organismo anticorruzione e controlli di regione Lombardia (ORAC) con parere e proposte di indirizzo;

– la lettura costante dei verbali del Collegio dei revisori di Regione Lombardia per verificare eventuali criticità sulle quali chiedere alla Giunta una presa di responsabilità (si veda il caso di Fondazione Film Commission, le fideiussioni bancarie scadute che dovrebbero garantire Regione per le erogazioni di contributi pubblici, il mancato rispetto dei principi di trasparenza delle società partecipate, e altro).

DISCRIMINAZIONE DI GENERE, VIOLENZA SULLE DONNE E FEMMINICIDIO

Fin dall’inizio della legislatura mi sono fortemente impegnata sul tema del contrasto alla discriminazione di genere e al fenomeno della violenza sulle donne. Anno dopo anno intervengo sull’aggiornamento del Piano quadriennale regionale, cosa che mi ha consentito di integrare alcune previsioni quali: l’uso dei beni confiscati alle mafie per la realizzazione di centri antiviolenza e case rifugio, il contrasto alle molestie sul lavoro, l’impegno a prevedere nelle scuole e nel mondo del lavoro progetti per la diffusione di un linguaggio non discriminatorio e rispettoso del genere femminile.

Ho organizzato eventi per la diffusione di una cultura che rispetti le differenze di genere e che promuova le pari opportunità, che superi il gap salariale tra uomini e donne e che promuova una maggiore partecipazione femminile alla politica e alla vita pubblica, che faciliti la suddivisione dei compiti di cura finalizzata alla parità di crescita nel mondo del lavoro tra donne e uomini, che preveda interventi di welfare che sollevino le donne dall’esclusivo impegno nella cura dei figli, dei genitori anziani e dei familiari disabili. Tutto questo per garantire alle donne vera parità di opportunità, indipendenza economica e superamento di una visione ancora profondamente maschilista della nostra società.

ALTRI TEMI

Uno dei progetti di cui vado particolarmente fiera, e per il quale ho trovato una straordinaria convergenza di intenti con l’Assessore Melania Rizzoli, è stato il bando per l’eliminazione dell’amianto dalle scuole lombarde: sono partita da un accesso agli atti seguito poi da una mozione che ha visto per la prima volta finanziamenti destinati esclusivamente a questo e non genericamente all’edilizia scolastica, un bando regionale che per due edizioni ha esaurito i molti milioni di euro messi a disposizione, bando denominato #amiantozero perché ha come obiettivo ambizioso quello di eliminare tutto l’amianto dalle scuole del nostro territorio entro la fine della legislatura.

In previsione dello sviluppo dell’area ex Expo, oggi denominata MIND, ho presentato ed è stata approvata una mozione per l’istituzione di un tavolo coordinato da Regione Lombardia per il coinvolgimento dei territori confinanti e il superamento di alcune criticità quali la presenza di aziende a rischio di incidente rilevante, la bonifica di aree quali la cava Ronchi, la riqualificazione delle aree dismesse e abbandonate.

Nel comune di Baranzate mi sono impegnata per la stipula di un Protocollo di intesa con la Prefettura di Milano per la riqualificazione del cosiddetto Palazzone di via Aquileia, un caso che si protrae da decenni e che aveva raggiunto forti criticità in termini di sicurezza pubblica, di mancata manutenzione straordinaria e di occupazioni abusive, che avevano portato gli inquilini ad uno stato di disperazione e di mancanza di fiducia nelle istituzioni. Grazie all’intervento di associazioni del territorio, della Prefettura, del Tribunale fallimentare di Milano e di altri soggetti, adesso si prospettano una serie di azioni che potranno portare ad un superamento di tutte le criticità e ridare dignità e sicurezza a più di 400 persone.

Naturalmente in occasione dei bilanci di previsione e assestamento e in occasione delle sedute d’aula, ho potuto fare altre proposte come, a titolo esemplificativo, quella relativa alla destinazione dei tablet acquistati da Regione Lombardia per il referendum consultivo ai CPI Centri per l’impiego, il finanziamento di una borsa di dottorato sul tema della criminalità organizzata e di corsi di formazione per amministratori e dipendenti pubblici sul tema del contrasto alle mafie e ai fenomeni corruttivi, la previsione dell’istituzione della figura dello psicologo scolastico nelle scuole, il finanziamento di rapporti di ricerca universitaria su vari temi legati alla prevenzione e contrasto

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