In evidenza Territorio, trasporti e infrastrutture

Il progetto H2iseO non risponde alle reali esigenze del territorio

Il progetto H2iseO non risponde alle reali esigenze del territorio. Non siamo contrari alla tecnologia dell’idrogeno in assoluto: crediamo che possa avere senso in contesti diversi, ma non riteniamo che sia la soluzione migliore per risolvere le specifiche problematiche della linea Brescia-Edolo e della Val Camonica. Dopo l’annuncio di Alstom di novembre sulla chiusura della divisione treni a idrogeno, motivata dal fatto che la tecnologia non è ancora matura, ho chiesto in Regione le conseguenze su questo investimento. La Lombardia sta acquistando proprio da Alstom i convogli per questa linea. Pur con le rassicurazioni sul rispetto dei contratti, è doveroso chiedersi perché si continui a investire ingenti risorse in un progetto già molto criticato localmente, quando lo stesso produttore si sta ritirando. Tra le principali criticità: assenza di analisi serie sulle alternative (elettrificazione classica o soluzione mista pantografo-batteria con isole di catenaria), nessun beneficio concreto per i pendolari a causa dell’aumento dei passaggi a livello che aggrava i disagi quotidiani sulla Brescia-Iseo-Edolo, e confronti economici basati su costi irrealistici dell’elettrificazione tradizionale. L’assessore Terzi ha confermato la volontà di procedere.
Riteniamo indispensabile aprire un tavolo per rinegoziare il contratto con Alstom e riconvertire il progetto verso soluzioni più sostenibili, efficaci e funzionali per il territorio, come l’elettrificazione a isole di catenaria. Se non si ascoltano i territori, almeno si ascolti il mercato. Insistere su questa strada significa sacrificare la mobilità della Val Camonica con un esperimento costoso, rischioso e privo di reali vantaggi per il trasporto pubblico locale.

Articoli Correlati

Super TAC a mezzo servizio a Vaprio d’Adda: Bertolaso dia risposte!

Matteo Defendi

Carenza Depakin 100 mg: la salute non può finire in lista d’attesa

Matteo Defendi

STMicroeletronics: la transizione non può essere pagata dai lavoratori

Matteo Defendi