La vicenda dello stabilimento Airpack di Ossago Lodigiano è drammatica, una crisi che non è isolata. Si inserisce in un contesto regionale segnato da una preoccupante precarizzazione del lavoro e da una gestione industriale che troppo spesso calpesta la dignità delle persone. Parliamo di 41 famiglie colpite da un improvviso licenziamento collettivo, che appare come un triste epilogo di una parabola iniziata nel 2019, fatta di promesse di rilancio mai mantenute dalla proprietà belga.
Ciò che rende questa situazione inaccettabile è la modalità scelta dalla proprietà, che ha mostrato finora una chiusura netta verso ogni ammortizzatore sociale conservativo. Tuttavia, negli ultimi giorni sono emersi segnali di speranza che cambiano il quadro: l’esistenza di due manifestazioni d’interesse per il sito produttivo riapre concretamente la possibilità di salvaguardare lo stabilimento e i posti di lavoro. Per queste ragioni, la nostra mobilitazione e il ruolo della Commissione diventano centrali: dobbiamo pretendere che la proprietà abbandoni la rigidità e conceda il tempo necessario affinché queste trattative possano andare a buon fine. Non possiamo permettere che la produzione venga delocalizzata all’estero, smantellando un sito strategico per il Lodigiano”.
In merito alle azioni richieste a Regione Lombardia, la consigliera M5S ha ribadito con fermezza le proprie istanze: “Le prossime trattative con i potenziali compratori del 27 e 30 aprile saranno decisive. Chiedo che la Regione continui a verificare la solidità delle offerte di acquisizione e ottenga il ritiro dei licenziamenti o, in subordine, l’attivazione della Cassa Integrazione Straordinaria per garantire la continuità del reddito ai lavoratori. La costante mobilitazione dei dipendenti, che non si è fermata nemmeno durante le festività, ci ricorda che dietro i numeri ci sono persone che difendono la propria dignità. È nostro dovere istituzionale non lasciarli soli proprio ora che uno spiraglio si è finalmente aperto.
Paola Pizzighini – Consigliera Regionale M5S
