Quattro anni fa, mentre il centrodestra e i sindaci in passerella a Palazzo Pirelli festeggiavano, il Movimento Cinque Stelle denunciava le evidenti criticità di una norma in palese conflitto con le direttive europee. Oggi, quel rischio è realtà. La legge “Massardi” è finita sotto la lente dell’Unione europea e la Giunta regionale è costretta a correre ai ripari inserendo correttivi nella legge ordinamentale. Correttivi che, però, somigliano più a un’operazione di facciata che a una soluzione reale: un “contentino” per Bruxelles, senza alcuna garanzia di efficacia.
Si parla di rafforzare il contrasto agli illeciti venatori, senza però dire come. Occorrerebbe invece aumentare le Guardie Venatorie volontarie dotandole di strumenti adeguati, a partire dall’accesso alle banche dati.
Allo stesso modo viene promesso di colpire il traffico illegale di selvaggina, ma non si specifica con quali strumenti, né in termini economico-sanzionatori, né tantomeno penali.
Ancora meno credibile è l’appello di una Giunta, che in questi anni si è ripetutamente piegata alle richieste del mondo venatorio, che chiede a quello stesso mondo il rispetto delle regole che vorrebbe cambiare.
Non è chiaro poi chi dovrebbe effettuare i controlli sulle autocertificazioni e sulla presunta gratuità della cessione della selvaggina, visto che Regione Lombardia non dispone di un proprio corpo di vigilanza? I veterinari delle ATS, da sempre sotto organico o soggetti privati?
La verità è che tra gli annunci e la realtà c’è un abisso. E il rischio concreto è che queste modifiche restino l’ennesimo intervento di facciata, buono solo a prendere tempo.
L’auspicio è che la Commissione europea non si lasci ingannare e valuti nel merito l’effettiva applicabilità di queste misure.
Questa vicenda conferma ciò che sosteniamo da anni e rafforza la necessità di investire seriamente nella vigilanza venatoria. Resta il dato politico: invece di correggere davvero l’errore, si continua a difendere una norma sbagliata. L’unica scelta coerente sarebbe stata l’abrogazione completa della legge.
Paola Pollini – Consigliera Regionale M5S
