In Lombardia il diritto alla salute è diventato un lusso per pochi. L’ultimo rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà riportato oggi dal quotidiano “Il Giorno” fotografa una realtà che il Movimento 5 Stelle denuncia da anni: la nostra regione detiene il triste primato per la spesa sanitaria diretta a carico dei cittadini. Ogni lombardo spende di tasca propria oltre 1.000 euro all’anno per curarsi, una cifra insostenibile che certifica il fallimento del modello a guida centrodestra.
Nonostante il Pil elevato, la Lombardia non riesce a garantire equità e universalità. I dati Istat del 2026 confermano che quasi il 10% dei cittadini rinuncia alle visite specialistiche. Chi non ha i mezzi economici per rivolgersi al privato è costretto ad arrendersi di fronte a liste d’attesa interminabili o a costi eccessivi. È inaccettabile che la rinuncia alle cure colpisca le fasce più deboli della popolazione con un’incidenza tre volte superiore rispetto ai più abbienti.
La destra governa questa regione da trent’anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Invece di potenziare il servizio pubblico, si è scelto di favorire i privati accreditati a cui viene destinata una quota della spesa pubblica superiore di sette punti rispetto alla media nazionale. Mentre il pubblico si fa carico della complessità, il privato si concentra sulle prestazioni più redditizie, svuotando di fatto il principio costituzionale della sanità per tutti.
Come Movimento 5 Stelle continuiamo a chiedere investimenti strutturali nel servizio pubblico, l’abbattimento delle liste d’attesa e una gestione che metta al centro il paziente e non il profitto. È tempo di invertire la rotta e restituire ai lombardi una sanità che sia davvero efficiente, tempestiva e gratuita.
Nicola Di Marco – Capogruppo M5S Lombardia
