È ciò che abbiamo sempre previsto: quando finiranno gli incentivi pubblici, la bolla speculativa su biogas e biometano scoppierà, con danni enormi non solo al settore ma soprattutto ai cittadini costretti a convivere con gli allevamenti intensivi.
Il DL Bollette taglia gli incentivi alla produzione di energia elettrica da biogas (prezzi minimi garantiti ridotti fino a un terzo rispetto agli attuali livelli). Molti impianti rischiano di fermarsi perché non più sostenibili economicamente. Di conseguenza, le migliaia di tonnellate di liquami zootecnici oggi trattati negli impianti tornerebbero a essere spanduti sui campi, peggiorando la qualità dell’aria, del suolo e delle falde acquifere.
Per i cittadini significherebbe miasmi insopportabili, con nausea, vomito ed emicranie soprattutto per i soggetti fragili. Spesso le norme sugli spandimenti non sono rispettate: distanze minime di 100 metri dai centri abitati e 20 metri dalle case isolate vengono ignorate. Il consumo di suolo in aumento complica ulteriormente l’assorbimento dei reflui per mancanza di spazi.
Questo Governo, che critica ogni assistenzialismo, ha tenuto in vita il mercato del biogas con sussidi indiretti. Per anni si è fatto credere che gli impianti risolvessero lo smaltimento dei circa 60 milioni di metri cubi annui di reflui zootecnici solo in provincia di Brescia. Invece nulla è stato fatto alla radice: la vera soluzione è ridurre la produzione di liquami diminuendo numero e densità degli allevamenti. La Regione Lombardia ha invece spinto nella direzione opposta, e ora la corsa al biometano rischia di diventare l’ennesima bolla destinata a esplodere.
Questa crisi va colta come opportunità per riconvertire il settore verso allevamenti davvero sostenibili e riconoscere che, in alcuni territori, il numero di capi e la loro densità sono fuori controllo.
Paola Pollini – Consigliera M5S Lombardia
