L’edizione milanese de La Repubblica scoperchia una realtà gravissima: nel pieno di una crisi abitativa senza precedenti, in Lombardia sono letteralmente sparite 4 mila case popolari. Un taglio netto al patrimonio pubblico che colpisce in larghissima parte proprio la gestione Aler e lascia senza risposta migliaia di cittadini.
I dati parlano chiaro e fotografano il fallimento politico della destra: a Milano e in tutta la regione ci sono oltre 16 mila alloggi pubblici vuoti e inutilizzati, con più di 10 mila case di proprietà Aler tenute chiuse e abbandonate al degrado. Invece di riqualificare e assegnare gli appartamenti sfitti, si assiste a una riduzione costante dell’offerta pubblica, mentre le graduatorie scoppiano con decine di migliaia di famiglie, pensionati, studenti e lavoratori che attendono un tetto dignitoso da anni senza alcuna speranza.
Con un mercato degli affitti privati schizzato alle stelle, la gestione della giunta Fontana si è tradotta nell’ennesimo disastro sociale. Case murate, stabili lasciati marcire e zero programmazione: questo è il bilancio fallimentare di chi governa la Lombardia da trent’anni.
Il diritto alla casa non può essere trattato come una concessione. Il pubblico deve tornare a fare il suo dovere con coraggio: servono investimenti strutturali e risorse concrete per ristrutturare gli immobili Aler, azzerare lo scandalo degli alloggi sfitti e rimettere l’edilizia residenziale pubblica al centro delle politiche sociali, garantendo un alloggio a chi ne ha davvero bisogno.
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Edilizia popolare: destra continua a fare disastri
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