La carenza di medici di base in Lombardia non è più una semplice emergenza passeggera, ma una vera e propria crisi strutturale che sta lasciando migliaia di persone senza cure sul territorio. Ne ho parlato sulle pagine del settimanale Settegiorni, denunciando una situazione diventata ormai insostenibile.
I dati ufficiali di Regione Lombardia sull’ultima procedura per la copertura delle zone carenti parlano chiaro: su 217 incarichi disponibili nell’ambito dell’Asst Rhodense, ne sono stati coperti appena 7. Tutti gli altri 210 posti sono rimasti completamente vacanti.
Le conseguenze per i cittadini sono pesantissime. Nei 23 Comuni dell’Asst Rhodense sono quasi 16mila le persone rimaste senza medico di famiglia, costrette a cercarne uno fuori distretto o addirittura fuori Ats. A Garbagnate Milanese, Cesate e Solaro tutti i 26 posti a bando sono andati deserti; stessa identica situazione tra Cornaredo, Pogliano, Pregnana, Settimo Milanese e Vanzago, con ben 30 posti scoperti. Nel frattempo, i pochissimi medici rimasti in servizio sono costretti a lavorare costantemente oltre il tetto massimo dei 1.500 assistiti.
La Regione continua a pubblicare bandi a vuoto, ma se su 217 posti ne restano scoperti 210 è evidente che le misure fin qui adottate sono del tutto insufficienti. Non bastano le solite toppe: servono risorse vere, meno burocrazia e condizioni adeguate per rendere attrattiva la professione e rilanciare sul serio la medicina territoriale.
Se anche tu hai vissuto o stai vivendo problemi con visite, esami, ricoveri o accesso alle strutture pubbliche, scrivici. Daremo voce a ogni storia. Perché la salute non può essere un lusso.
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Nicola Di Marco | Capogruppo M5S Regione Lombardia
