La scorsa primavera denunciammo la scelta di esternalizzare i servizi dell’Ospedale di comunità di Vaprio come la certificazione del fallimento delle politiche del centrodestra sul rilancio della medicina territoriale.
Oggi apprendiamo dall’allarme lanciato dai sindacati che il prezzo di quel fallimento sembrerebbe essere stato scaricato sui pazienti trasferiti presso la struttura di Gorgonzola e sui territori rimasti privi di un servizio essenziale come la medicina territoriale.
Pretendiamo risposte chiare. Interrogheremo Regione Lombardia per sapere attraverso quali criteri un servizio vitale, come quello che riguarda la salute, è stato affidato a chi sembrerebbe non essere stato in grado di garantirlo nemmeno per un mese? Quali verifiche sono state svolte sulle capacità operative e sulla preparazione degli affidatari del servizio esterno, prima di mettere nelle loro la salute dei cittadini?
Perché Regione Lombardia, nonostante i 209 miliardi ottenuti dal Governo Conte con il PNRR, non è stata capace di rendere operativi gli Ospedali di comunità? Quanti possibili altri casi, come quello dell’Ospedale di Vaprio, ci sono in Lombardia? Sono queste le risposte che il centrodestra, responsabile di trent’anni di scelte che hanno svuotato il servizio sanitario regionale, deve ai cittadini lombardi. È inaccettabile che Case e Ospedali di comunità, i presidi che avrebbero dovuto rilanciare la sanità territoriale in Lombardia, si stiano rivelando esattamente ciò che temevamo: scatole vuote prive di personale e servizi.
Nicola Di Marco | Capogruppo M5S Lombardia
Ospedale appena aperto e già svuotato: politiche della destra hanno fallito
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