È inaccettabile che in Regione Lombardia Fratelli d’Italia intenda chiedere deroghe alle linee guida nazionali contro il rischio STEC (Escherichia coli produttori di tossina Shiga) per le produzioni a base di latte crudo. Pensare di schierarsi contro la trasparenza, l’etichettatura e la sicurezza alimentare è semplicemente fuori dal tempo, dalla logica e dall’evidenza dei dati.
Non si possono anteporre i presunti valori della tradizione al rischio di contrarre la SEU (Sindrome Emolitico-Uremica). Il lavoro delle aziende merita rispetto: sosteniamole negli adeguamenti strutturali, nei controlli microbiologici e negli impianti di pastorizzazione. Ma proporre un testo che contesta le direttive ministeriali, arrivando a soppesare a spanne il costo economico di pratiche che salvano vite umane, è irricevibile. La salute di un bambino e il profitto non possono stare sullo stesso piano.
Il giorno della discussione sarà presente in Aula anche Giovanni Battista Maestri, papà del piccolo Mattia, scomparso lo scorso 2 agosto dopo nove anni in stato vegetativo a causa di una SEU contratta ingerendo formaggio a latte crudo. Una tragedia il cui nesso causale è stato certificato da sentenze passate in giudicato con condanne per lesioni gravissime e frode alimentare.
La Lombardia non deve fare passi indietro. L’assessore Beduschi mantenga la linea di fermezza: investire in ricerca, innovazione e formazione per tutelare i consumatori e garantire la massima sicurezza, applicando fino in fondo le linee guida nazionali, senza cedere a pericolose deroghe.
Paola Pollini | Consigliera Regionale M5S
