La decisione della Giunta Fontana di impugnare il Piano nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria rappresenta l’ennesimo passo indietro nella lotta all’inquinamento in Lombardia.
Invece di affrontare un’emergenza ambientale e sanitaria che colpisce in modo drammatico la Pianura Padana, la Regione sceglie lo scontro istituzionale con il Governo, senza presentare soluzioni credibili e senza stanziare risorse adeguate.
Uno degli elementi centrali e troppo spesso ignorati nel dibattito pubblico è l’impatto dell’industria degli allevamenti intensivi, che rappresenta una delle principali fonti di emissioni inquinanti nella Pianura Padana. Ridurre la pressione ambientale di questo settore è un passaggio necessario per migliorare in modo strutturale la qualità dell’aria, tutelando la salute pubblica e promuovendo modelli agricoli e zootecnici più sostenibili.
A fronte di tutto questo, la Regione continua a proporre bandi spot per la rottamazione dei veicoli inquinanti, con fondi insufficienti e senza una visione complessiva di mobilità sostenibile e senza un reale impegno nella transizione ecologica sacrificati in nome di logiche di potere e convenienze di parte.
In consiglio regionale è bloccato da dicembre il piano per l’Aria, in compenso hanno approvato in fretta e furia il piano Clima che abbiamo denunciato come M5S fosse una foglia di fico. È inaccettabile che la salute dei cittadini venga considerata un ostacolo agli interessi economici di pochi.
Servono misure strutturali, coraggio politico e una pianificazione seria per affrontare l’inquinamento alla radice. Il MoVimento 5 Stelle continuerà a battersi in tutte le sedi affinché la tutela dell’ambiente e della salute torni al centro dell’agenda politica, come priorità inderogabile per il presente e per il futuro delle nuove generazioni.
