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Sanità, funzioni non tariffate: come sono stati spesi i soldi pubblici?

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In un esempio insolito di efficienza, sul sito della Regione Lombardia, sono già pubblicate le valutazioni sul finanziamento delle funzioni sanitarie non tariffate in Lombardia, e cioè un fiume di denaro pubblico che la Regione distribuisce discrezionalmente ogni anno a ospedali, privati o pubblici, o Asl per diverse prestazioni come, ad esempio, la riabilitazione.
La pubblicazione della valutazioni sul sito della regione, per M5S, rappresenta una insolita accelerazione: il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione di Regione Lombardia – che vede fra i propri componenti la consigliera regionale M5S Iolanda Nanni – ha ricevuto il compito di effettuare una missione valutativa proprio sulle funzioni non tariffabili. Una partita da circa un miliardo di euro sulla quale si sono concentrate le attenzioni della magistratura nella scorsa legislatura con i noti casi delle inchieste giudiziarie sul San Raffaele e sulla Fondazione Maugeri, originate anche dalla gestione delle funzioni non tariffate.
La Conte dei Conti è poi entrata nel merito, proprio ieri, delle funzioni non tariffabili pagate alle strutture sanitarie lombarde definendole come un sistema che rischia di «pregiudicare efficienza, efficacia ed economicità» degli interventi nell’ambito della Sanità.
Alla luce dell’ampiezza degli interessi in ballo, Iolanda Nanni ha preso carta e penna e scritto una lettera, contenente alcune osservazioni rispetto al rapporto di ricerca ricevuto in seduta il 13 giugno, indirizzandola a Carlo Borghetti, Presidente del comitato paritetico di controllo e valutazione, al Vicepresidente Riccardo De Corato, alla Presidenza del Consiglio regionale e ai componenti del comitato della commissione sanità.
“Il rapporto di ricerca che ci è stato mostrato alla seduta del 13 giugno non ci sembra esaustivo – dichiara Nanni – in quanto è stata effettuata un’analisi delle funzioni non tariffate per un arco temporale troppo breve (dal 2008 al 2010) per poterci consentire di avere un quadro chiaro della situazione. Già in seduta avevo sollevato alcune perplessità sull’entità dei finanziamenti erogati a San Raffaele e Clinica Maugeri, nonostante le inchieste in corso, nonché avevo osservato che in Lombardia questo tipo di finanziamento (centinaia di migliaia di euro) viene erogato senza alcun vincolo di destinazione, fatte salve rare eccezioni”.
“Nella lettera – continua Nanni – richiedo di poter avere un’analisi più dettagliata che copra tutto il periodo, dal 1995, anno di creazione delle “funzioni non tariffate” al 2012 incluso. Occorrerebbe inoltre un’analisi di quali di queste funzioni siano state maggiormente utilizzate e delle quali il cittadino ha più bisogno, vincolando le destinazioni in base ai bisogni del territorio. Questo se si vuole ottenere un maggiore controllo della spesa e qualità del servizio, mentre ad oggi non viene fornita alcuna rendicontazione su come siano stati spesi questi soldi pubblici”

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