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Sanità, 200 milioni di buco, spiegazioni in Aula

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Questa mattina, nel corso della conferenza stampa del dopo giunta, Maroni ha detto che non gli risulta quanto sostenuto da uno dei suoi, il leghista Fabio Rizzi, peraltro Presidente della Commissione Sanità, che quantifica a 200 – 300 milioni di euro il buco lasciato nella sanità dalla gestione Formigoni.
Chiederemo, al primo consiglio utile, aggiornamenti e tutte le specifiche del caso sul reale stato della presunta eccellenza sanitaria lombarda, solo quarta tra le regioni italiane virtuose per la spesa sanitaria, dopo Umbria, Emilia Romagna e Marche, come dichiarato dal Ministero della Sanità. Dopo il buco in Aler non ci sorprenderebbe che della tanto millantata eccellenza sanitaria lombarda, tutta schiacciata sul privato e con liste di attesa infinite, non resti che uno slogan vuoto. Quello che si poteva fare da subito era cancellare la Legge Daccò, come da noi proposto in emendamento in sede di assestamento al bilancio, e con essa le elargizioni opache e discrezionali di milioni di euro alla sanità, come pure un’azione di seria vigilanza e monitoraggio sull’impiego del miliardo di euro all’anno elargito per le funzioni non tariffabili.
Non abbiamo mai perso e mai perderemo occasione di rimarcare in ogni sede istituzionale, commissione e consiglio, che equi e sani risparmi per un bilancio sanitario esorbitante arriverebbero da uno sviluppo di un modello sanitario alternativo, quello che noi proponiamo, e che, come ci piace ricordare, “paga la salute”. A fronte del buco di 200 – 300 milioni dove troveremo, infine, i 330 milioni di euro per città della Salute?
I consiglieri regionali di M5S Lombardia

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