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Raggi X, nessun controllo in Lombardia

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Il Movimento 5 Stelle ha proposto un’interpellanza sulla nocività dei raggi X che possono causare danni alla salute sia dei pazienti che degli operatori sanitari per la cui tutela sono intervenute precise e stringenti normative in materia di protezione sanitaria delle persone sui pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche, normative che prevedono che, ad esempio, il paziente sottoposto a radiazioni sia adeguatamente informato sui rischi ed anche sulla possibilità di effettuare esami alternativi ugualmente efficaci.

“Con riferimento alla Regione Lombardia – dichiara Iolanda Nanni, componente della Commissione Sanità e prima firmataria – abbiamo rilevato che la Direzione Generale Sanità ha emesso un decreto (8531 del 1/10/12) approvato da un Gruppo di Approfondimento Tecnico (di cui peraltro non faceva parte alcuna figura radiologica) che sembrerebbe di fatto legittimare l’esposizione radiologica dei pazienti in assenza del radiologo.

Abbiamo pertanto chiesto all’Assessore Mantovani se in tutte le Aziende Ospedaliere lombarde la normativa viene rispettata e quali sono quelle in cui non viene rispettata. Inoltre, abbiamo richiesto se l’Assessorato, qualora siano riscontrate violazioni, pensi di applicare sanzioni o forme di richiamo giacché la non osservanza della normativa e’ sempre più spesso causa di danni a pazienti e di potenziale incremento di neoplasie, oltre che un danno economico allo Stato in quanto genera incremento del numero di prestazioni e della spesa sanitaria con conseguente intasamento delle liste d’attesa.

“Prendiamo atto – prosegue La consigliera Nanni – che l’Assessore ci risponde candidamente che la DG Sanità di Regione Lombardia non e’ in possesso di un flusso informatico specifico sul rispetto della procedura sui raggi x e prosegue dicendo che l’Assessorato sta pensando di approntare un sistema di rilevazione che, però, allo stato non esiste. L’Assessore rimpalla quindi alle aziende ospedaliere l’onere di rispettare dette procedure, aziende che, aggiunge, hanno comunque a disposizione strumenti e risorse per far fronte alle normative.

Per Iolanda Nanni “E’ semplicemente incredibile che la DG Sanità non sia in possesso di questi dati e non possa pertanto effettuare un adeguato controllo e monitoraggio della situazione. L’Assessore non ci ha purtroppo dato risposte neanche sulla intenzione o meno di approntare procedure di richiamo per infrazione alle normative. Siamo al paradosso che Regione Lombardia non ha alcun modo di controllare se nell’uso dei raggi x le strutture ospedaliere rispettano la legge, quando è proprio in capo alla Regione Lombardia che spetta la vigilanza sul buon operato delle aziende ospedaliere”.

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