Home Iolanda Nanni Andrea Gentile via dal Comitato dei Controlli: no agli indagati nelle Istituzioni

Andrea Gentile via dal Comitato dei Controlli: no agli indagati nelle Istituzioni

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Il M5S Lombardia ha presentato un’interrogazione per richiedere la rimozione del Sig. Andrea Gentile dal Comitato dei Controlli di Regione Lombardia.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dichiara: “Alla data del 30 aprile, quando ho protocollato l’interrogazione, il Sig. Andrea Gentile – figlio del senatore NCD Tonino Gentile assurto alle cronache a febbraio scorso per le presunte pressioni sul giornale L’Ora della Calabria affinché non riportasse la notizia che suo figlio Andrea era indagato poi dimessosi da sottosegretario alle Infrastrutture – risultava uno dei cinque componenti del Comitato dei Controlli di Regione Lombardia. Ciò ha immediatamente destato il nostro sdegno dato che l’Andrea Gentile e’ indagato nell’inchiesta sulle “consulenze d’oro” dell’azienda sanitaria provinciale cosentina per reati molto gravi quali abuso d’ufficio, falso ideologico, truffa e associazione a delinquere. È infatti del tutto inopportuno che certi signori, indagati per tali gravi reati, siedano in organi di controllo pubblici percependo indennita’ pubbliche e pertanto ne abbiamo chiesto l’immediata rimozione.

L’Assessore Garavaglia, in Aula, ci ha risposto che a lui risulta che il Sig. Andrea Gentile abbia rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico il 18 marzo scorso, ben dopo un mese dallo scandalo che ha investito lui e suo padre. Caso strano, finché non è arrivata la nostra interrogazione, il Gentile risultava regolarmente componente del Comitato, con tanto di curriculum scaricabile dal sito di Regione Lombardia. Dopo la presentazione della nostra interrogazione, il suo nome e’ scomparso dal sito e i cinque componenti sono diventati quattro.

Al Presidente Cattaneo, in quota NCD, che dichiara orgogliosamente di essere un garantista, rispondiamo con le parole del Giudice Borsellino a cui tutte le nostre azioni istituzionali per la legalità sono orgogliosamente ispirate e che ci ha insegnato che non basta essere onesti, ma bisogna anche apparire onesti:

L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh!

Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.

Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati”.

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