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Stamina: Regione Lombardia perde un’altra occasione per stare dalla parte dei pazienti

Stamina: Regione Lombardia perde un’altra occasione per stare dalla parte dei pazienti

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staminaAll’ospedale di Brescia sono riprese le infusioni con il metodo Stamina su una bambina di Venezia e martedì inizieranno quelle su Noemi, 2 anni, di Chieti.

Chi ha il potere di decidere in Regione Lombardia sta a guardare, insieme al ministro Lorenzin, senza dimostrare un reale interesse verso i malati e le loro famiglie.

Come Movimento 5 Stelle in Commissione Sanità abbiamo preso parte al gruppo di lavoro che presenterà le conclusioni dell’indagine conoscitiva sul metodo Stamina e ci siamo fatti portavoce della proposta dei genitori di Noemi per avere un controllo di un medico super partes, prima, durante e dopo le infusioni sulla bimba, in modo da verificare in diretta i reali effetti, positivi o no, delle cure compassionevoli.
La proposta non è stata presa in considerazione, mentre si sarebbe potuto dimostrare a malati e famiglie disperate che Regione Lombardia è al loro fianco in questa vicenda, al di là di interessi politici o lobbistici.

Ricordiamo che proprio il dott. Merlino, direttore vicario alla Sanità di Regione Lombardia, fu uno dei primi due infusi con il metodo Stamina e dichiarò alla trasmissione Le Iene del 5 maggio 2013 di aver avuto grandi benefici dalle infusioni, auspicando anche che si proseguisse con la messa a punto dei protocolli. Nessuna smentita arrivò allora dall’attuale giunta che ora si atteggia a Ponzio Pilato: illudere persone senza speranza per poi abbandonarle al loro destino.

Le conclusioni proposte da Pd e Patto Civico, che saranno probabilmente accolte dal relatore, parlano del futuro ma il dramma di questi malati e delle loro famiglie è qui e ora e noi non possiamo girarci dall’altra parte.

M5S Lombardia

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