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Ecomafie, M5S al corso di formazione dell’Università di Milano

10 Ottobre 201427 Aprile 2016522

RELAZIONE SUMMER SCHOOL “ECOMAFIE” – Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, 8-12 Settembre 2014

Oggetto : uso del territorio e delle sue risorse da parte della criminalità organizzata, sfruttando strumenti amministrativi e complicità politiche; come le mafie si arricchiscono ai danni dell’ambiente

Sono intervenuti rappresentanti delle Istituzioni (es. il Presidente del Senato Pietro Grasso, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia), rappresentanti del mondo dell’associazionismo (es. Enrico Fontana di Legambiente, Peppe Ruggiero di Libera), rappresentanti della società civile (es. la blogger Rosy Battaglia, Don Maurizio Patriciello) e del mondo dell’Università (professori del Politecnico di Milano, Università di Napoli, Roma, Torino), uomini delle forze dell’ordine e della magistratura (Nucleo Ambiente Polizia Locale di Milano, Donata Costa della Procura di Monza, Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia).
E’ stato il quarto anno della Summer School, coordinata e diretta dal Prof. Nando dalla Chiesa, dell’ Università degli Studi di Milano

  • Obiettivi della scuola: sviluppare una formazione di rango universitario sulla questione mafiosa, mettere a fuoco un tema di rilievo per aumentarne la conoscenza e quindi migliorare il contrasto, promozione di una nuova comunità scientifica, fare dell’Università di Milano un punto di riferimento

Premessa indispensabile per ogni azione di contrasto è la conoscenza della mafia: a maggior ragione devono conoscerla i rappresentanti delle Istituzioni; la mafia è tempestiva, è sempre  in anticipo perché è sconosciuta
Intorno alla mafia si è sviluppato un forte network sociale (costituito da politici, imprenditori, giornalisti, professionisti ecc..) che aiuta ed è connivente con la criminalità organizzata. Pertanto è necessario costruire un contro-network sociale

  • Caratteristiche ecomafie: business di nuova generazione, organicità al modello di sviluppo economico italiano (che punta su edilizia e produzione di merci), nuova qualità dei beni aggrediti (alimentazione, acqua, salute), crucialità nel sistema lombardo

Infatti è un problema di sistema: nel caso dei rifiuti ad esempio, la società produce eccessi, spesso tossici e pericolosi, che devono essere smaltiti a caro prezzo per l’azienda che li produce, quindi c’è domanda di smaltimento veloce e meno costoso possibile. E’ l’imprenditore che contatta il mafioso! C’è di fatto domanda di crimine. Aziende del nord contattano la camorra al sud per assicurarsi un servizio rapido e poco costoso. La Lombardia, con le sue industrie, è al centro da decenni dell’attenzione della criminalità organizzata, con legami ormai forti sia a livello imprenditoriale che amministrativo.

Nelle attività mafiose nulla sparisce, le nuove attività non sopprimono le precedenti, ma si aggiungono: le nuove generazioni accumulano conoscenze e attività (ci sono ancora furti di bestiame, accanto alle grandi operazioni edilizie e di smaltimento illegale di rifiuti)
La mafia non cambia, non è diversa da quella che è sempre stata (non sono in giacca e cravatta), il suo punto di riferimento è la Terra! Si è passati dal latifondo al piano regolatore, ma sempre il controllo della Terra! La mafia ha bisogno sempre di controllare il territorio e sempre con legami con la politica. Speculazione edilizia (consumo di suolo) e controllo del movimento terra al centro delle attività criminali. Anche in questo caso, la Lombardia è centrale in queste attività.
Saldatura fra ciclo dei rifiuti e cemento, ad esempio le fondamenta delle costruzioni in cui vengono inseriti rifiuti tossici da smaltire
I rifiuti generano interessi e soldi: sono oro delle mafie. In Italia la gestione illegale dei rifiuti muove circa 3 miliardi di euro all’anno, 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti trattati illegalmente in base ai dati raccolti da 16 inchieste negli ultimi 3 anni, segnalati 231 clan con interessi nello smaltimento dei rifiuti
E’ indispensabile rafforzare le autorità di controllo, come ARPA e le polizie locali, creare una struttura che tenga sotto controllo i fenomeni mafiosi e la loro evoluzione. Le regioni possono inasprire il carattere sanzionatorio amministrativo previsto dalle proprie leggi. Le regioni dovrebbero costituirsi parte civile nei reati contro l’ambiente

Grave lacuna legislativa: i reati ambientali non sono classificati come delitti (tranne lo smaltimento illegale di rifiuti), ma come reati amministrativi, con la conseguenza di strumenti meno efficienti di indagine, pene inferiori, prescrizione più rapida

Modi per aggirare la normativa sui rifiuti per il loro smaltimento illegale:
1. declassificazione dei rifiuti (falsificare la realtà dei rifiuti, modificandone i CER)
2. Sistema giro-bolla: false operazioni di trattamento dei rifiuti
3. Riutilizzo come fonti energetiche (es. biomasse): si aggiunge ai bruciatori rifiuti non consentiti previa declassificazione
4. Mandare in Stati esteri (esempio del Ghana con rifiuti elettronici)
Per le ecomafie cruciali sono le grandi opere, sia come fonte di guadagno diretto con l’aggiudicazione degli appalti e sub-appalti, sia come modo per nascondere rifiuti. La definizione legale di “rifiuto” è cambiata tantissimo nel corso degli anni: evidente che ci sono state richieste della criminalità organizzata

Strumento da introdurre: confisca per equivalente, cioè confiscare il patrimonio per un valore pari a quello accumulato per reddito grazie all’attività illecita, quando non ci sia la possibilità di confiscare il corpo del reato

A volte la mafia è facilitatore (al nord è quella che sburocratizza), a volte non fa andare bene le cose, altre volte seducono gli amministratori, altre volte entrano direttamente
Ruoli chiave di infiltrazione diretta nella amministrazioni (o di controllo indiretto) sono gli assessorati all’ ambiente, all’urbanistica e al territorio. La criminalità organizzata punta decisamente a questi ruoli, sempre legati al controllo della terra

L’abbinamento di maggiore autonomia delle amministrazioni pubbliche locali con una loro minore capacità di spesa favorisce l’azione e l’infiltrazione delle mafie. L’uso degli oneri di urbanizzazione (derivano da concessioni dei terreni) nelle spese correnti e non solo per la realizzazione di opere pubbliche favorisce il consumo di suolo, e quindi la speculazione edilizia e gli interessi della criminalità, da parte dei piccoli comuni, che hanno poche entrate (pochi abitanti) e tanto territorio

Edilizia è il riciclo del denaro sporco. Gli strumenti urbanistici durano troppo poco (documento di piano, 5 anni, contiene le politiche di lungo respiro) e sono troppo facilmente cambiabili (anche solo attraverso richieste di privati)

Nei piani attuativi (“urbanistica contrattata”) non ci sono parametri oggettivi di valutazione, ma troppa discrezionalità (autorizzazione veloce per qualcuno o lenta per un altro); inoltre  si assiste ad una progressiva deregolamentazione del sistema normativo e scarsa trasparenza nei processi decisionali e quindi minor controllo dei cittadini

Ente locale che rinuncia al ruolo di guida, sostituito da interessi privati

Ormai i piani del territorio sono piani economici, per fare cassa, non per programmare
La controparte della corruzione oggi sono i posti di lavoro per figli o nipoti, la gestione di un appalto, entrare in un affare. Per gli appalti molto meglio ed efficace il controllo successivo, controllare bene come viene gestito, controllare i cantieri, la movimentazione terra
Il punto più debole nelle procedure di VIA o AIA è la Conferenza dei Servizi, dove si decide e si danno indicazioni agli attori presenti: qui gli interessi criminali si fanno sentire più pesantemente. Ad esempio, ridicole certe autorizzazioni con un numero elevatissimo di prescrizioni: avrebbe molto più senso non darle per niente, invece si concede l’autorizzazione con una infinità di prescrizioni che difficilmente verranno rispettate, ne tantomeno controllata l’esecuzione. Ci deve essere una valutazione sanitaria dei procedimenti amministrativi
Tema agromafie: camion che sversano rifiuti tossici nei terreni seminati mischiati a fanghi regolari, poi livellati e rigirata la terra per sotterrarli; altro aspetto critico per la contaminazione dei nostri territori è il percolato che fuoriesce da discariche abusive. Le agromafie dovrebbe diventare tema EXPO

L’atteggiamento della politica verso la criminalità organizzata si riassume in quattro modalità:
1. Ignoranza
2. Sottovalutazione
3. Astensione: network illecito che spinge alle spalle e si percepisce quale possa essere l’equilibrio possibile
4. Complicità

E’ stato proiettato il film-documentario “Biutiful cauntri”, relativo allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici pericolosi in Campania, in particolare nella “Terra dei fuochi”

I consiglieri Giampietro Maccabiani   Silvana Carcano

ecomafie
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