Home Ambiente e Protezione Civile Distributori di carburante: sì all’ambiente, no al corporativismo

Distributori di carburante: sì all’ambiente, no al corporativismo

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Il Consiglio regionale ha approvato oggi il Progetto di Legge n. 201 (Disposizioni in materia di vendita dei carburanti per autotrazione, modifiche al titolo II, capo IV, della l.r. 6/10), introducendo ulteriori obblighi per l’apertura di nuovi distributori di carburante, nonché per l’ampliamento di quelli già esistenti, in particolare prevedendo la necessità – salvo comprovate difficoltà legate alla specificità del territorio considerato – d’installare impianti per l’erogazione di prodotti energetici a minore impatto ambientale quali metano, GPL ed energia per veicoli elettrici.

La norma originaria è stata presentata e votata nella Commissione attività produttive senza neppure prevedere un confronto tra i Consiglieri e i portatori d’interesse, nonché stabilendo l’introduzione dei nuovi obblighi solo per l’apertura di nuovi impianti. In tale sede avevamo dunque optato per l’astensione, persuasi dalle ragioni ambientali effettivamente presenti nel provvedimento (essendo evidente che la diffusione di veicoli ecologici è senz’altro legata alla diffusione di una rete in grado di alimentarli), nonché dietro promessa di convocare un’audizione – benché postuma – alla quale avrebbero potuto far seguito emendamenti utili per l’odierno voto in aula.

Il confronto coi portatori d’interesse (enti locali, associazioni di categoria e dei consumatori, nonché per la tutela dell’ambiente) ha confermato la nostra persuasione circa l’utilità di questo provvedimento che, tuttavia – per non apparire come una tutela corporativa – non poteva limitarsi a imporre vincoli alle nuove aperture, senza almeno considerare l’ampliamento degli impianti pre-esistenti. Da qui l’emendamento di Stefano Buffagni che, nonostante l’iniziale contrasto con la relatrice del Progetto di Legge (che avrebbe preferito impegnare la Giunta con un più blando Ordine del giorno), è stato infine condiviso anche dalla Maggioranza, che ne ha consacrato il contenuto in Legge.

Così chiosa Buffagni: «l’ambiente è una risorsa che certo può giustificare l’imposizione di oneri economici che pure comprimono la libertà d’impresa, non si possono però usare un peso e due misure: le stesse ragioni ambientali devono valere per tutti gli imprenditori e non solo per i “nuovi arrivati”. Per questo non possiamo che ritenerci soddisfatti del ravvedimento della maggioranza e dell’accoglimento del nostro emendamento».

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