Home Ambiente e Protezione Civile Ancora dubbi sulla fusione Bea e CEM

Ancora dubbi sulla fusione Bea e CEM

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Il tanto sbandierato scambio di azioni tra Bea e Cem, considerato il primo passo verso la fusione delle due società che dovrebbe concretizzarsi entro un paio d’anni, pare sia saltato miseramente. Sembrerebbe che un colpo di scena dell’ultimo minuto durante l’assemblea dei soci di Cem di giovedì scorso. Sarebbe emerso il fatto che questo scambio di azioni, così come previsto dagli atti che dovevano essere votati, avrebbe violato l’articolo  2360 del codice civile riguardante il divieto di sottoscrizione reciproca di azioni: E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona”, così Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

“Alla fine sembrerebbe prevalsa l’idea di andare avanti con il processo di fusione approvando tutti gli atti all’ordine del giorno ad eccezione di quelli che prevedevano lo scambio di azioni. Insomma, si sarebbe votato solo un accordo al ribasso che prevede una sorta di partnership tra le due società, un accordo molto più blando di quello previsto originariamente.  Una conferma implicita che non tutto sia andato per il verso giusto la si può trovare nel fatto che negli articoli apparsi nei giorni scorsi non si fa cenno allo scambio di azioni e sui siti delle due società non è riportato alcun comunicato stampa”, continua Corbetta.

“Se davvero le cose sono andate come ci è stato riferito, allora ci piacerebbe sapere se i sindaci soci di Cem hanno rispettato il mandato ricevuto dai consigli comunali oppure sono andati oltre; se, non diventando più soci anche di Bea, saranno messi nelle condizioni di valutare accuratamente i conti di quest’ultima per poter decidere a ragion veduta sulla fusione; se può configurarsi l’affidamento diretto a Bea dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati dei comuni di Cem, che poi altro non è che il fine ultimo di tutta questa operazione?”

Siamo comunque di fronte a quella che sembra l’ennesima prova di scarsa trasparenza nei confronti dei cittadini che non sono stati avvisati dell’accaduto. Abbiamo già richiesto tutti i documenti delle due assemblea per capire cosa è successo davvero”, conclude Corbetta.

 

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