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Commissione di inchiesta ALER Milano: le conclusioni del M5S Lombardia

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E’ stata presentata oggi in seduta pubblica la relazione finale della Commissione di Inchiesta di Regione Lombardia sul dissesto finanziario di ALER Milano, commissione di cui sono componenti anche due Consiglieri regionali M5S: Iolanda Nanni ed Eugenio Casalino.

Il M5S Lombardia rivendica il suo apporto sostanziale ed essenziale nella stesura della relazione, alla quale ha contribuito sin da subito attraverso la richiesta (che è stata recepita) di suddividere le cause del dissesto finanziario in due macrocategorie: cause “esogene” (cioè “fattori esterni” assimilabili a tutte le ALER lombarde) ed “esogene” (“fattori interni”, cioè tipici dell’ALER Milano e direttamente correlati alla gestione di ALER MILANO).

Il M5S Lombardia ha poi focalizzato la propria disamina sulle c.d. cause “endogene”, cioè le cause del dissesto direttamente correlate alla gestione interna di ALER Milano e delle sue partecipate, nonché correlate all’

espletamento (o mancato espletamento) da parte di Regione Lombardia della sua legittima funzione di indirizzo, coordinamento e controllo dell’ente.

Ed è proprio grazie al recepimento delle nostre plurime integrazioni/osservazioni, che si sono potute ben evidenziare gravi criticità alla base del dissesto finanziario di ALER Milano: un’azienda in cui è mancata una gestione diligente da “buon padre di famiglia”.

Fra i fattori che hanno determinato l’abnorme dissesto: la mala gestione finanziaria, la sottoscrizione di “titoli tossici” (contratti derivati) che hanno provocato perdite milionarie, le disastrose speculazioni edilizie avviate con “azzardo” pur conoscendo la grave situazione dell’ente, la mancata manutenzione del patrimonio immobiliare avviato ormai verso un degrado stimabile in oltre un miliardo e duecento milioni di euro (dati Due Diligence BDO), la subalternità del Consiglio di Amministrazione rispetto al Direttore Generale, nonché la subalternità di ALER stessa rispetto a Regione (nonostante ALER sia formalmente, ma non di fatto, autonoma e indipendente rispetto alla politica), la mancanza di efficaci controlli regionali nonostante le relazioni del collegio dei Sindaci di ALER MI stessa nonché della controllata ASSET segnalassero criticità già da anni, la mancata costituzione di un Fondo pensioni integrativo per il quale ALER ha contratto un mutuo di 30 milioni di euro, la contorta gestione del personale, il gioco di scatole cinesi fra ALER Milano e le sue aziende partecipate a partire da ASSET, le incongruenze e le zone d’ombra nei bilanci di ALER Milano, nonché le incongruenze e riclassificazioni di voci di bilancio ALER Milano/Asset che non coincidono e che, per il futuro, andrebbero rese oggetto di una riconciliazione puntuale pianificata.

Al riguardo, la Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni dichiara: “Durante lo svolgimento della Commissione di inchiesta regionale su ALER Milano, molti degli auditi, che – non dimentichiamolo – sono parte in causa nel dissesto dell’azienda, hanno cercato di scaricare la responsabilità dei problemi finanziari aziendali sulla morosità e sulle occupazioni abusive, nell’evidente tentativo di mettere in secondo piano le responsabilità dei vertici ALER MI nonché di Regione Lombardia. Si sono tuttavia “scordati” di evidenziare che una parte di quella morosità che adducevano a causa del dissesto finanziario è direttamente correlata a una grave inefficienza aziendale (cfr. Corte dei Conti, due diligence BDO, Relazione 2012 del Politecnico di Milano)

Il contributo del M5S alla relazione finale della Commissione è consistito precisamente nell’evidenziare, al contrario, che oltre alla morosità anche la mala-gestione finanziaria, imputabile ai vertici aziendali, nonché la cattiva politica, sia nella fase di indirizzo sia nella fase di controllo, hanno giocato un ruolo nell’attuale dissesto finanziario, a nostro giudizio un ruolo preponderante.

Per facilitare la comprensione del contributo del M5S alla relazione finale, abbiamo allegato copia della relazione stessa con evidenziati tutti i passaggi inseriti grazie a nostre integrazioni: in tal modo si potrà cogliere, a colpo d’occhio, oltre che da una attenta lettura, il ruolo svolto dal M5S. Aggiungo che tutte le nostre integrazioni al lavoro della Commissione non sono il frutto di mere speculazioni politiche, bensì di un lavoro di analisi interamente basato e suffragato dai documenti: bilanci, relazioni dei collegi sindacali, delibere della Corte dei Conti, due diligence BDO e relazione EUPOLIS, verbali delle audizioni. Ognuna delle nostre denunce è suffragata da prove documentali non opinabili.

Le nostre conclusioni sono che la morosità ha giocato un ruolo marginale nel dissesto di ALER Milano, la cui responsabilità principale è dovuta alla mala-gestione sia organizzativa che finanziaria.

Sul lato organizzativo, abbiamo un’azienda che negli ultimi dieci anni ha creato un gioco di scatole cinesi con aziende partecipate controllate da ALER MI stessa che operavano con logiche speculative, attraverso scelte che presentavano in nuce un alto rischio imprenditoriale (e un forte rischio legato alla effettiva realizzazione) a partire da ASSET, logiche peraltro rivelatesi fallimentari, basti citare ad esempio il PRU di Pieve Emanuele, cofinanziato per decine di milioni di euro, ad oggi non realizzato per cui non vi è evidenza di come siano state impiegate le ingenti risorse finanziarie investite.

ASSET inoltre è un’azienda che rischia il fallimento, come segnalato già da anni dal Collegio dei revisori dei conti senza che ALER ad oggi abbia intrapreso alcuna azione cautelativa a riguardo.

Grazie alle analisi del M5S Lombardia ed alle domande poste agli auditi, abbiamo infatti riscontrato che, non solo ALER Milano non è intervenuta di fronte al dissesto finanziario della controllata ASSET, ma negli anni ha continuato a fornire garanzie su tutti i mutui e debiti contratti da ASSET, che ammontano attualmente a 145 milioni di euro! In caso di un probabile se non certo fallimento di ASSET, ALER Milano si troverà quindi a doverne garantire l’intera esposizione finanziaria! Al riguardo è importante sottolineare che di fronte ai bilanci disastrosi di ASSET mai e poi mai gli istituti di credito avrebbero concesso nuovi prestiti ad ASSET stessa in mancanza della garanzia di ALER Milano: ci chiediamo se questa sia una governance saggia e previdente. A pochi anni dalla sua creazione, ASSET ha bilanci insostenibili e lascerà quasi sicuramente ad ALER Milano un’eredità di 145 milioni di euro di debiti il cui costo finale ricadrà sui cittadini.

ASSET è solo il caso più eclatante, ma non l’unico, sulla mala gestione finanziaria. Un altro buco nero evidenziato grazie alle nostre integrazioni è costituito dai titoli tossici (contratti derivati) stipulati da ALER e che hanno prodotto ogni anno e continuano incessantemente a produrre costanti perdite in bilancio per svariati milioni di euro. Non solo, la due diligence BDO ha evidenziato che questi titoli tossici provocheranno perdite finanziarie milionarie anche nei prossimi anni, consigliandone quindi la risoluzione contrattuale. Ciò nonostante, e nonostante il fatto che anche nelle audizioni della Commissione di inchiesta regionale, abbiamo sottoposto ai passati ed attuali vertici ALER domande sull’opportunità di chiudere i contratti derivati, ALER non ha predisposto ad oggi nessun piano di rientro dai titoli tossici e nessuna risposta positiva ci è stata data in tal senso. Che senso ha se ALER Milano commissiona, pagandoli, rapporti e relazioni per avere indicazioni su come perseguire una buona gestione e raddrizzare le storture, se poi ignora le risultanze di tali relazioni e rapporti?

Anche i rapporti della Corte dei Conti, da noi accuratamente vagliati, segnalano l’anomalia di ALER Milano rispetto alle ALER delle altre Provincie lombarde: infatti la Provincia di Milano, rispetto a tutte le altre Provincie lombarde, ha indicatori molto bassi nella performance della gestione dell’edilizia pubblica. In particolare, i molti contratti di quartiere stipulati in Provincia di Milano risultano quasi tutti non ultimati, con ingenti investimenti stanziati ma non ancora utilizzati. Tale situazione si verifica in modalità così rilevante solo in Provincia di Milano, per cui è lecito chiedersi se sia dovuta a una mera casualità oppure anche in questo caso a mala gestione.

Quindi abbiamo una situazione in cui, a partire quanto meno dal 2004, ALER Milano azzarda l’idea di attivare tutta una serie di Contratti di Quartiere e programmi c.d. “complessi” per importi finanziari enormi, in parte finanziati da ALER stessa con la sottoscrizione di una serie di mutui, in parte co-finanziati da Regione Lombardia o dal Governo centrale – un enorme fiume di danaro pubblico -, e a distanza di anni, molti di tali progetti risultano non ancora ultimati ed anzi in quelle aree si è assistito a un progressivo ulteriore degrado rispetto allo stato in cui si trovavano all’atto della pianificazione. Programmi redatti, per stessa ammissione dell’ex DG ALER Milano, in tutta fretta perché “bisogna raccogliere l’acqua quando piove”, programmi che presentavano in nuce un alto rischio di imprenditorialità e scarse possibilità di realizzazione, non certo per la crisi in atto ma per la stesse criticità legate all’azienda ALER MILANO.

Al contempo, mentre ALER si indebitava per la realizzazione di tutti questi progetti dagli esiti finali non ancora verificabili e quantomeno dubbi, il patrimonio immobiliare ALER si avviava ad un progressivo degrado per mancate manutenzioni sia ordinarie che straordinarie. Il valore complessivo di tale degrado è stimato dalla due diligence BDO in oltre un miliardo e duecento milioni di euro: una cifra da capogiro. Chi pagherà il risanamento di questo degrado miliardario? Perché ALER Milano negli ultimi 15 anni invece di procedere ad una programmazione coerente, complessiva ed organica di manutenzione del patrimonio immobiliare, si è gettata a capofitto in operazioni immobiliari rischiose e dagli esiti dubbi? Cosa può pensare un cittadino che veda la piana desolata di edifici degradati e abbandonati di Pieve Emanuele, dove avrebbero dovuto costruire un quartiere residenziale di cui non c’è la minima traccia, mentre al contempo il patrimonio ALER esistente versa in una situazione di indecente degrado? Cosa dovrebbero pensare quelle famiglie di cittadini onesti ma bisognosi che non possono accedere all’edilizia pubblica perché migliaia di alloggi ERP non sono accessibili in quanto non a norma? Dovrebbero forse pensare che il diritto alla casa viene dopo gli appetiti speculativi, che gli alloggi non sono stati messi a norma e quindi agibili perché ingenti finanziamenti sono andati altrove, vale a dire in speculazioni fallimentari che hanno peraltro ingenerato un continuo ulteriore indebitamento?

Questi sono solo i punti principali delle numerose integrazioni alla relazione finale della Commissione di Inchiesta: anche solo da questi brevi cenni risulta evidente che esistono enormi responsabilità politiche in capo a Regione Lombardia, nonché altrettante gravi responsabilità sulla gestione aziendale in capo ai dei vertici ALER MILANO e delle sue partecipate, in particolare ASSET. Si tratta di un’esposizione finanziaria pesantissima, che indubbiamente si poteva evitare.

Speculazioni immobiliari Chi ripagherà i cittadini ora?

E’ sicuramente necessaria una immediata riformulazione radicale della governance di ALER Milano, che deve assolutamente essere sottratta alla spartizione partitocratica e affidata al merito e alle competenze, inoltre va radicalmente rivisto lo statuto e le finalità dell’azienda, che non possono ricomprendere la speculazione finanziaria e immobiliare e che invece dovrebbero essere esclusivamente rivolte al diritto alla casa e alle reali esigenze della cittadinanza”.

A seguito della riforma 2013, come proposto dal progetto di legge presentato dal M5S Lombardia, sono stati soppressi i consigli d’amministrazione, ma non sono stati introdotti meccanismi di controllo e bilanciamento dello strapotere affidato ai Direttori Generali. Bisogna pertanto intervenire nuovamente e più efficacemente, come proposto dal M5S Lombardia, già nel 2013 per introdurre un sistema di governance in grado di evitare simili sprechi di danaro pubblico che comportano ricadute gravissime principalmente sulle categorie deboli dei cittadini, quelle che oggi – anche a causa di questo grave dissesto ALER Milano – non riescono più accedere al diritto all’abitazione.

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