Home Ambiente e Protezione Civile NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE: la risposta del M5S alla società IET sulle emissioni inquinanti dell’inceneritore di Retorbido
NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE: la risposta del M5S alla società IET sulle emissioni inquinanti dell’inceneritore di Retorbido

NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE: la risposta del M5S alla società IET sulle emissioni inquinanti dell’inceneritore di Retorbido

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Retorbido-risposta

In un recente Comunicato stampa la Italiana Energetica Tire, società proponente del progetto di un inceneritore a Retorbido, ha scritto: “Nessuna emissione di nano-particelle dall’impianto di pirolisi di Retorbido”. Tale comunicato stampa (SCARICA QUI) vorrebbe rassicurare la cittadinanza riguardo la bontà del progetto di impianto di trattamento di pneumatici fuori uso (PFU) a Retorbido. Mentre la Giunta lombarda sta esaminando il progetto e il gruppo Consiliare M5S replica alle affermazioni della società Italiana Energetica Tire (IET) invitando i cittadini a non prendere per oro colato queste affermazioni e mettendoli in guardia con una più completa e corretta informazione.

La Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni, prima firmataria di due interrogazioni che chiedono il rigetto del progetto sulla base di criteri ostativi vincolanti, dichiara: “Nel suo comunicato la IET non fa che contraddirsi e rivelare una sostanziale e preoccupante ignoranza sulle conseguenze per la salute e l’ambiente del progetto di un inceneritore a Retorbido. Partiamo dalla loro affermazione secondo cui “Nessuna emissione di nano-particelle dall’impianto di pirolisi di Retorbido” avallato dalla tesi secondo cui  la bruciatura dei fumi di risulta annullerebbe l’emissione di nano-particelle dannose per la salute. Detta affermazione è semplicemente smentita a una legge fondamentale della chimica e fisica, risalente al 1774, e cioè la c.d. “legge di conservazione della massa”, secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”; secondo la quale, invece, le nano-particelle, a seguito del processo di bruciatura, non scompaiono nel nulla bensì si trasformano in particelle ancora più piccole e, di conseguenza, potenzialmente ancor più pericolose per la salute umana.”

“Inoltre – prosegue Nanni -, nel medesimo comunicato stampa, la IET afferma che le principali emissioni di nano-particelle pericolose per la salute umana sono imputabili più al traffico di camion che alle emissioni industriali. Anche in questo caso IET si dimentica di citare un dato fondamentale al riguardo: gli pneumatici fuori uso (PFU) da trattare nell’impianto progettato, sono pari a 100 tonnellate al giorno e non arriveranno a Retorbido passeggiando sulle proprie gambe: bensì verranno trasportati in entrata e uscita proprio da camion, con le annesse e connesse emissioni di nano-particelle pericolose per la salute umana!

“Ed ancora – prosegue Nanni – il comunicato stampa di IET pone l’accento sulle politiche energetiche UE, richiamando il fatto che la pirolisi è una tecnologia contemplata dalle direttive e regolamenti comunitari. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una affermazione solo parziale e potenzialmente fuorviante in quanto non la dice tutta. Si “dimenticano” infatti di dire che le politiche energetiche UE contemplano la tecnologia di pirolisi unicamente a livello sperimentale, mentre tutti – nessun escluso – gli impianti industriali di pirolisi in UE sono stati chiusi da anni. La sperimentazione scientifica è sempre promossa in ogni ambito, ma è cosa ben distinta dall’installazione di impianti industriali potenzialmente nocivi per la salute. Ad esempio, la ricerca scientifica sull’energia nucleare è finanziata e promossa in tutti i Paesi UE, ma questo non significa che insediare una centrale atomica su un territorio sia una scelta benefica o salutare.”

“Tentare goffamente – conclude Iolanda Nanni – di giustificare un progetto industriale pesantemente impattante sul territorio e l’ambiente con argomenti scientificamente peregrini e balzani è una mossa spregiudicata e cinica per gettare fumo negli occhi dei cittadini, i quali invece meriterebbero un’informazione corretta, seria, completa, al fine di decidere in autonomia, consapevolmente e democraticamente il destino dei territori che abitano e su cui crescono i loro figli. Regione Lombardia è stata avvisata, informata ed avvertita, attraverso le mie interrogazioni, l’audizione tenutasi in Commissione Ambiente, la grande manifestazione popolare a Retorbido che ha visto oltre 4.000 cittadini mobilitarsi contro questo progetto, che la legislazione regionale e nazionale non consente la realizzazione di impianti di questo genere: Regione dia allora in tempi rapidi una risposta ai cittadini legittimamente preoccupati e rigetti un progetto che presenta tali e tante criticità!”

Iolanda Nanni – Portavoce Regionale M5S Lombardia

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