Home Ambiente e Protezione Civile Inceneritore A2A Brescia: in che mani siamo?
Inceneritore A2A Brescia: in che mani siamo?

Inceneritore A2A Brescia: in che mani siamo?

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A2A-brescia

Abbiamo una Regione che da torto al proprio Ente, quindi a se stessa, e un Governo che in 6 mesi non è in grado di interpretare una sua legge. In che mani siamo?

Il 3 febbraio scorso, quindi oltre sei mesi fa, in una interrogazione in aula chiedevamo all’assessore all’Ambiente Claudia Terzi se Regione Lombardia intendesse prendere provvedimenti contro A2A alla luce di quanto emerso dopo una visita ispettiva di ARPA presso l’inceneritore di Brescia, in cui si evidenziava una lunga serie di malfunzionamenti dell’impianto avvenuti in soli due anni e, soprattutto, che A2A non aveva pienamente superato una criticità (assicurazione del rispetto dei limiti di Co e COT in tutte le condizioni, anche emergenziali) oggetto di diffida da parte di Regione Lombardia nel 2012.

Secondo l’art. 29 decies comma del  TU Ambientale, se non vengono osservate le prescrizioni (anche alcune) a seguito di diffida, l’autorità competente (in questo caso Regione Lombardia) al rilascio della autorizzazione per l’esercizio dell’impianto (AIA) può revocare l’autorizzazione e chiudere l’impianto. Esattamente quello che chiedevamo noi del M5S!

La risposta dell’Assessore è stata sconcertante: non si fa nulla perché se da un lato ARPA interpreta in modo “restrittivo” la normativa sui limiti di Co e COT, A2A invece no, quindi senza la violazione dei limiti emissivi, e in questa “diatriba” gli uffici di Regione Lombardia cosa fanno? La risposta più ovvia quale è? Dare ragione ad ARPA, al proprio Ente, pagato dalla Regione, quindi da noi cittadini. Invece no! Danno ragione ad A2A Anzi, per evitare di prendere comunque una posizione, la Regione il 21 gennaio 2015 chiede al Ministero una interpretazione “autentica” della normativa.

ARPA Lombardia è l’ente regionale per la tutela dell’Ambiente, con personale qualificato e competente, che svolge le sue funzioni nell’interesse pubblico, mentre A2A è una società per azioni che svolge le sue funzioni esclusivamente per il proprio interesse (la storia di Brescia lo insegna): è sconcertante che Regione Lombardia dia ragione ad A2A ed ignori quello che dice il proprio Ente! Ma Regione Lombardia cosa è? Una S.p.a.?
Da allora sono passati 6 mesi, dal Ministero il 19 maggio scorso è arrivata solo una comunicazione che dice che la Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento ha predisposto un parere tecnico, ma che per dirimere questa questione dovrà essere convocato un tavolo di coordinamento.

Regione Lombardia ha a sua volta chiesto il parere tecnico della Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento in modo “informale” e, non essendo arrivato, “solleciterà” ancora. Ma se questa “interpretazione” non dovesse arrivare, che fa Regione Lombardia? Zitti e muti, tanto la gente dimentica? Continuerà a dare ragione ad una società per azioni che continuerà a far funzionare (male, come si legge nella relazione ARPA) il suo inceneritore? E il Governo cosa fa? Continuerà a non sapere cosa dice una sua legge?

Alla luce anche della richiesta di adeguamento dell’AIA allo “sblocca Italia” fatto da A2A, chiediamo una immediata presa di posizione di Regione Lombardia, altro che richieste “informali”! E’ tutto sommato facile cara Regione Lombardia: basta dare ragione a se stessa!

I portavoce del M5S Lombardia Brescia

 

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