Home Ambiente e Protezione Civile Discarica di amianto a Ferrera Erbognone (PV): l’assessore Terzi risponde all’interrogazione M5S giustificando, con tesi indifendibili, l’autorizzazione data da Regione Lombardia

Discarica di amianto a Ferrera Erbognone (PV): l’assessore Terzi risponde all’interrogazione M5S giustificando, con tesi indifendibili, l’autorizzazione data da Regione Lombardia

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Sulla discarica d’amianto a Ferrera Erbognone (PV), oggetto di fortissima contestazione da parte dei Sindaci, dei Comitati ambientalisti e dei cittadini preoccupati per la loro salute, l’Assessore Regionale all’Ambiente Claudia Terzi ha risposto (scarica qui) all’interrogazione presentata dalla consigliera regionale M5S Iolanda Nanni (scarica qui) che evidenziava probabili profili di illegittimità del decreto 3291/2015 con il quale Regione Lombardia ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) alla ditta ACTA srl. In particolare, l’interrogazione riguardava il mancato rispetto dei 300 metri di distanza della discarica dalle risaie, vincolo fissato dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti che deve essere rispettato per ogni tipo di discarica di rifiuti, a maggior ragione se si tratta di rifiuti speciali dannosi per l’ambiente e la salute, come l’amianto.

Iolanda Nanni dichiara: “Resto sconcertata dalla risposta dell’Assessore Regionale all’Ambiente che, in barba a una sentenza del Consiglio di Stato, ispirata al principio comunitario di precauzione nonché in barba alla mozione approvata in Consiglio Regionale che impegna la Giunta ad applicare questa sentenza e quindi impone il rispetto dei 300 metri dalle risaie per le discariche, continua ad arrampicarsi sugli specchi sostenendo che questa fascia di rispetto debba essere osservata solo in caso di “grave situazione di pericolo per la tutela ambientale”. La Terzi sostiene che il vincolo della fascia di rispetto di 300 metri del PRGR (Piano regionale di governo dei rifiuti) rispetto alle discariche di rifiuti non abbia finalità ambientali o sanitarie, e che quindi possa essere IGNORATO in quanto istituito successivamente all’inizio dell’iter autorizzativo. Questa argomentazione è sconcertante perché nega l’evidenza, cioè appunto che se il Legislatore (REGIONE) pone una fascia di rispetto per le discariche nei confronti delle risaie lo fa espressamente con finalità ambientali e sanitarie. La Terzi pensa forse che il Piano Rifiuti detti dei vincoli per finalità estetiche o altro?”

“Il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti – continua Nanni – che impone questa fascia di rispetto, lo fa proprio perché è ispirato alla tutela della salute e dell’ambiente e per preservare aree a vocazione agricola e risicola e non è certo soggetto ad interpretazioni e “voli pindarici” da parte dell’Assessorato Ambiente perché è chiaro che, se questa discarica tratta l’amianto, il potenziale “grave pericolo per la tutela ambientale” citato dalla Terzi sia più che fondato, evidente e reale. Appare poi sconcertante come si eluda, dalla risposta della Terzi, la “tutela sanitaria” della popolazione adducendo che “le concentrazioni medie più elevate [di amianto] risulterebbero solo in zone prossime alla discarica, dove non sono presenti insediamenti residenziali”. Come noto, la contaminazione da amianto costituisce di per sé un grave pericolo per la popolazione perché le fibre si possono disperdere nell’aria nonché nelle acque di falda, a prescindere che le “concentrazioni medie più elevate”, secondo lo Studio di Impatto Ambientale avvengano in aree non urbanizzate, ma prossime a poche centinaia di metri da centri abitati come nel caso di Ferrera. Ciò naturalmente non mette al riparo la popolazione, né può rassicurarla.”

“La risposta alla mia interrogazione – conclude Nanni – si chiude sostenendo che l’applicabilità del vigente PRGR agli iter autorizzativi già in corso è ANCORA in fase di studio da parte della dirigenza dell’Assessorato. ERGO: la dirigenza, a tutt’oggi, non ha ancora elaborato criteri omogenei e certi di applicabilità del PRGR vigente agli iter autorizzativi già avviati (in ottemperanza al dispositivo della sentenza del Consiglio di Stato). Ma se tali criteri di applicabilità NON sono ANCORA stati elaborati dall’Assessorato, ne discende – se la logica non è un’opinione – che i criteri applicati per AUTORIZZARE la discarica di Ferrera siano stati apposti dall’assessorato “ad hoc”. Nella sua risposta, pertanto, la Terzi giustifica una scelta di Regione Lombardia adducendo tesi insostenibili che suscitano tutta una serie di interrogativi sui quali intendiamo fare luce, come pure intendiamo sapere a quale struttura dirigenziale dell’Assessorato si è appoggiata per avere un parere tanto insostenibile, da chi è costituita e con quali specifiche qualifiche”.

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