Home Paola Macchi Riforma sanità. Rivedere gli accorpamenti a Varese e provincia
Riforma sanità. Rivedere gli accorpamenti a Varese e provincia

Riforma sanità. Rivedere gli accorpamenti a Varese e provincia

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corsia-ospedaleIl gruppo consiliare Movimento 5 Stelle ha presentato, fra gli altri, un emendamento, che sarà discusso nella seduta della Commissione Sanità di mercoledì prossimo, che chiede che l’attuale distretto Asl di Sesto Calende, che per l’attuale riforma del Sistema sanitario dovrebbe andare sotto l’Asst dei Sette Laghi cioè Varese, rimanga con il suo ospedale di riferimento, quello di Angera, sotto l’Asst della Valle olona, cioe’ Busto Arsizio.

La consigliera Paola Macchi, prima firmataria dell’emendamento, dichiara: “abbiamo vagliato attentamente i dati con i flussi delle provenienze dei ricoverati nelle varie strutture territoriali e abbiamo verificato che solo il 21% dei cittadini del distretto di Sesto Calende si rivolge all’ospedale di Varese, mentre un altro 21,5% si rivolge a Gallarate, quindi solo il 42,5% e non i 4/5 della popolazione come affermato dal Presidente Rizzi. Come si sa la maggior parte della migrazione è la conseguenza della mancanza di decine di specialità negli ospedali piccoli, così obbligatoriamente diversi pazienti devono trovare una risposta nei centri ospedalieri maggiori. Ma i dati sono analoghi anche per ospedali come Tradate, che, per fortuna è stato mantenuto unito al territorio.
Ci chiediamo perché il Presidente Rizzi non voglia dare ascolto, (infatti ha più volte dichiarato ai giornali che questa decisione non si cambia) né alle motivazioni scritte dai 13 sindaci del Distretto, che hanno inviato a lui e Maroni una lettera già a fine settembre in cui chiedevano appunto di rimanere con il loro storico ospedale di riferimento, né a un’evidenza di dati . Tra l’altro il principio basilare della legge sulla Riforma sanitaria appena approvata è proprio quello di mettere insieme ospedali e territorio per ottimizzare i servizi ai cittadini. Che senso ha staccare un ospedale dal proprio territorio? Solo un mero riequilibrio di numeri? Sarebbe questo l’ascolto del territorio e il prendersi cura della persona che è stato tanto sbandierato?”

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