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Il trenino di Malpensa arriva in procura

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Terminal-MXP

Norberto Achille, ex numero uno di Ferrovie Nord travolto pochi mesi fa dallo scandalo sulle spese pazze, definiva l’appalto per la linea ferroviaria che dovrebbe collegare il Terminal 1 con il Terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa “fondamentale”. Fondamentale per cosa? Per far arrivare soldi pubblici nelle tasche di qualche azienda amica? Questo ancora non possiamo dirlo, certo è che la procura con le sue indagini sta gettando sull’opera parecchie e preoccupanti ombre. Le accuse ipotizzate sono quelle di frode fiscale, false fatture e omessa dichiarazione dei redditi, e nel mirino degli inquirenti ci sono un manager della società che ha vinto l’appalto e un manager della società a cui è stato subappaltato il lavoro. Parliamo di un appalto coperto da contributi pubblici, dove Regione Lombardia partecipa con 31 milioni di euro, che partiva già con il piede sbagliato avendo ottenuto una corsia preferenziale dal commissario Expo Giuseppe Sala con l’obiettivo utopico che l’opera fosse realizzata in tempo per l’inizio della manifestazione universale.

Il collegamento era considerato tanto necessario per Expo da spingere il 3 marzo 2014 il commissario Sala a emettere il provvedimento n. 16 per velocizzare l’iter degli appalti (una decisione mai passata per il commissario Cantone, perché arrivata prima del suo insediamento, il 24 giugno).  Ma che l’opera non potesse essere pronta per Expo fu messo nero su bianco dalle stesse Ferrovie Nord Milano e Sea solo poche settimane dopo aver ottenuto la deroga da Sala. Sea infatti, scrive nel suo bando da 38 milioni, che il cantiere dovrà terminare entro 522 giorni dall’aggiudicazione, avvenuta il 7 luglio 2014. Cioè gennaio 2016. Fnm (appalto da 77 milioni) prevede tempi ancora più lunghi. Il punto è che quando Sala diede l’ok alla richiesta di Fnm e Sea, era stata prospettata una chiusura dei cantieri in tempo per Expo, ma poche settimane dopo il bando emesso avrebbe invece riportato come limite marzo 2016. Com’è possibile che Regione, finanziatrice dell’opera non se ne sia accorta? E’ troppo facile dare la “colpa” al commissario generale di Expo. Che Regione Lombardia abbia “usato” la deroga di Sala per far partire i lavori e tutta la serie di appalti e subappalti che sappiamo generare business e facili guadagni?

Ancora una volta si è agito in deroga alle norme e qual è stato il risultato? Lasciare spazio d’azione ai furbetti. Per questo motivo il 15 ottobre del 2014 avevamo chiesto alla Giunta di fornirci documentazione ufficiale (arrivata solo due mesi dopo!) per fare totale chiarezza sulla legalità della deroga che ha reso un’opera urgente per Expo e rispetto agli altri ulteriori punti oscuri. A vincere il bando infatti fu Itinera (una delle due società coinvolte oggi nell’inchiesta) del Gruppo Gavio, lo stesso gruppo è proprietario di una percentuale di FNM, una delle due stazioni appaltanti. Anche Regione Lombardia è proprietaria di una quota di FNM. Insomma una stazione appaltante apre un bando, uno dei proprietari della stazione vince il bando e l’altro proprietario della stazione chiede ad Expo la deroga per una priorità che non esiste e non può essere rispettata con il cronoprogramma? Ci sembrava tutto poco logico e trasparente, e ora i nodi stanno venendo al pettine.

M5S Lombardia

 

 

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