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Inceneritore di Retorbido: intervento pubblico del M5S al Consiglio Provinciale pavese del 27 novembre

Inceneritore di Retorbido: intervento pubblico del M5S al Consiglio Provinciale pavese del 27 novembre

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Il 27 novembre 2015, la Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni ha partecipato al Consiglio Provinciale pavese dove è intervenuta a proposito dell’iter autorizzativo in corso sull’impianto di pirolisi di Retorbido.

Nei giorni successivi, facendo espresso riferimento a quanto denunciato da Iolanda Nanni sull’esistenza di vincoli ostativi chiari e certi all’autorizzazione di un progetto di portata devastante per il territorio, la IET (società proponente) ha diramato il seguente comunicato stampa che potete leggere qui: http://www.impianto-pirolisi-retorbido.it/blog/differenze-tra-casalino-e-retorbido-facciamo-chiarezza.html

E qui la risposta alla IET dI Iolanda Nanni: “Innanzitutto, ribadisco che la Provincia di Novara ha rigetto il progetto dell’impianto di pirolisi a Casalino con le motivazioni che non era conforme all’ordinamento nazionale (e non si parla di ordinamento regionale, ma nazionale, cui soggiacciono sia il Piemonte che la Lombardia) in materia di tutela della salute e dell’ambiente. In particolare il riferimento è al D.Lgs. 133/2005 (relativo all’incenerimento rifiuti). Ora la IET, proprio nei giorni successivi al mio intervento pubblico, risponde con un comunicato in cui dichiara che il progetto di Retorbido è diverso da quello di Casalino. Questo è vero, poiché la Sintesi non Tecnica e lo Studio di impatto ambientale fanno emergere chiaramente che molte criticità sollevate dalla Provincia di Novara sono state“sanate” nel nuovo progetto di Retorbido.

Tuttavia, c’è un tuttavia. A leggere bene il verbale della Conferenza dei Servizi di Novara, esso dice espressamente: “La Conferenza dopo breve discussione ritiene all’unanimità che l’impianto proposto possa essere causa di peggioramento della qualità ambientale e che non ne possa essere autorizzata la costruzione e l’attività di gestione rifiuti in quanto non corrispondente a quanto previsto dal D.lgs 133/2005. Tali conclusioni non dipendono solo dalla poca chiarezza della documentazione tecnica, che potrebbe eventualmente essere integrata, ma dalla tecnologia impiantistica proposta che non consente attualmente il rispetto della normativa ambientale vigente”.

Cosa significa questo? Significa che le criticità sollevate dalla Provincia di Novara non riguardano solo aspetti sanabili con integrazioni (che sono state fatte, anche se non tutte), ma il fatto che la“tecnologia impiantistica” stessa (cioè la pirolisi industriale) è incompatibile con l’ordinamento nazionale sotto il profilo ambientale e sanitario. E non c’è integrazione al progetto che tenga. In questo senso, l’impianto di pirolisi di Casalino (NO) è uguale a quello di Retorbido. Cioè si basano entrambi su una tecnologia devastante e deleteria per la salute umana e per l’ambiente.

E sempre il verbale della Conferenza dei servizi scrive esplicitamente che tale criticità “non consente attualmente il rispetto della normativa ambientale vigente”, e quindi non è sanabile da integrazioni o varianti progettuali. Se fosse stata sanabile da integrazioni, IET avrebbe chiesto di proseguire l’ITER di Casalino e la Provincia di Novara e la Provincia di Novara, a integrazioni effettuate, l’avrebbe approvato. Invece, ha rigettato la richiesta e IET ha riaperto un nuovo iter in altra Regione sperando forse di farla franca contando su una politica locale incapace, inadeguata e disinformata. Il progetto di Retorbido va rigettato senza se e senza ma!”

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