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Emergenza inquinamento nel Lago d’Iseo

Le acque del Lago d’Iseo soffrono di un grave inquinamento, sia chimico che microbiologico. Dalle analisi effettuate su campioni di pesce (anguille, agoni, tinche) negli anni 2013-2014 dal servizio veterinario di Regione Lombardia, sono stati riscontrati valori di pcb e diossine che superano il limite previsto dalla legge. “Purtroppo” nei tre campioni incriminati i valori di diossine e pcb diossina-simili sono in un range che va da “un massimo ben oltre i limiti di legge”, ad un “minimo inferiore ai limiti di legge”. Questo è sufficiente a far si che il pesce del lago non venga considerato contaminato. Eppure i dati raccolti parlano chiaro: diossine e pcb raggiungono anche gli 11 pg/g di peso umido quando il limite è fissato a 6,5.

Inoltre Legambiente ha effettuato analisi microbiologiche in 8 punti del lago: 3 sono risultati inquinati e 5 fortemente inquinati da batteri fecali. Un inquinamento microbiologico evidentemente dovuto a scarichi nel lago non a norma.

Infine un nuovo rischio inquinamento potrebbe derivare dallo smantellamento dell’opera di Christo “The Floating Piers“. Come fatto notare dei professori del dipartimento di ingegneria dell’Università di Brescia, togliere i blocchi di cemento che hanno ancorato al fondo il ponte potrebbe smuovere i fondali che contengono una concentrazione di fosforo 15 volte superiore a quella nelle acque, causandone una repentina contaminazione. Per non parlare di altre sostanze pericolose che potrebbero essere imprigionate sul fondo del lago.

Di fronte a questo preoccupante quadro cosa intende fare l’ATS Brescia? E l’ARPA? E Regione Lombardia? Devono agire immediatamente. Monitorare subito la situazione, individuare le cause della presenza nelle acque di diossine e batteri fecali e iniziare subito un risanamento. Il lago d’Iseo non può attendere. C’e in ballo un ecosistema lacustre, la salute dei cittadini e una intera economia locale.

Giampietro Maccabiani – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

 

 

 

 

 

 

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