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Inceneritori lombardi: interrogazione del M5S sull’inquinamento da mercurio

Inceneritori lombardi: interrogazione del M5S sull’inquinamento da mercurio

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Il mercurio è un metallo dannosissimo per l’ambiente e la salute umana. Per questo motivo l’Unione Europea ha vietato da anni la vendita di termometri a mercurio, tuttavia sono ancora molti i prodotti di uso comune che lo contengono: batterie, pile per orologi, vernici, lampadine e tubi fluorescenti, solo per citare alcuni esempi. Proprio per evitare la contaminazione dell’ambiente è importante che a fine
vita tali prodotti siano correttamente differenziati; purtroppo solo una piccola parte viene differenziata:
basti pensare che in Italia solo 1 lampada fluorescente su 5 viene recuperata in modo ecologico. Tutte le altre, per vari motivi che spaziano dalla rottura accidentale alla scarsa informazione, si perdono nei rifiuti
indifferenziati e così, senza alcuna possibilità di controllo, vanno a finire in discarica o in un forno inceneritore: durante la combustione il mercurio evapora ed esce dal camino con i fumi.

E’ di qualche settimana fa la notizia riguardante l’inceneritore TRM di
Torino,

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/14/inceneritori-i-casi-di-stop-per-mercurio-lacune-in-misura-emissioni-e-non-ce-blocco-dei-rifiuti-a-rischio/3180471/

<http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/14/inceneritori-i-casi-di-stop-per-mercurio-lacune-in-misura-emissioni-e-non-ce-blocco-dei-rifiuti-a-rischio/3180471/>

costretto a ridurre il regime di funzionamento a causa di elevati livelli di mercurio nei fumi. Al di là del picco di inquinamento che i torinesi hanno dovuto subire, è ancora più preoccupante un altro aspetto: un analogo “allarme mercurio” non si è mai verificato né si sarebbe potuto verificare nei 13 impianti attivi in Lombardia; non perché i forni nostrani siano più “puliti” di quello torinese, ma semplicemente perché negli inceneritori lombardi il mercurio non viene controllato in modo continuativo!

L’inceneritore del Gerbido è infatti dotato di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni che rileva costantemente anche il mercurio; invece nella maggior parte degli inceneritori italiani il controllo del mercurio viene effettuato solo alcune volte l’anno, come prescritto dalle norme nazionali: di conseguenza è impossibile sapere cosa accada tra una misurazione e la successiva.

Se a Torino è scattato l’allarme e sono stati presi provvedimenti è solo grazie al sistema di monitoraggio; negli inceneritori lombardi analoghi sforamenti del mercurio non possono nemmeno essere rilevati, rendendo impossibile qualsiasi azione correttiva. A preoccupare, quindi, non è solo il mercurio rilasciato a Torino, ma soprattutto l’impossibilità di monitorare 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno le emissioni di mercurio dei forni lombardi.

Siamo di fronte a un problema molto serio che interessa tutta la penisola ma soprattutto la Lombardia con i suoi 13 inceneritori. E’ necessario colmare al più presto le gravi lacune nella gestione dei rifiuti “a rischio”: da una parte occorre massimizzare la loro corretta separazione per evitare che vengano bruciati; dall’altra bisogna rendere obbligatorio in tutti gli impianti il monitoraggio in continuo delle emissioni di
mercurio.

Nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione per conoscere meglio la situazione attuale e per sapere quali siano le intenzioni della Giunta regionale riguardo un tema fino ad oggi sottovalutato: il caso di
Torino dimostra che il problema esiste e va affrontato al più presto!

Gianmarco Corbetta – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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