Home Ambiente e Protezione Civile Pozzi di acqua potabile contaminati in 4 comuni della Bassa Pavese. Interrogazione M5S
Pozzi di acqua potabile contaminati in 4 comuni della Bassa Pavese. Interrogazione M5S

Pozzi di acqua potabile contaminati in 4 comuni della Bassa Pavese. Interrogazione M5S

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Torniamo ad occuparci dello stato di contaminazione delle acque potabili dei pozzi del territorio pavese. Stavolta ci siamo concentrati sull’esame dei dati dei pozzi dei Comuni della Bassa Pavese, là dove è insediato da anni l’inceneritore che la società A2A vorrebbe addirittura triplicare.

Dopo aver richiesto i dati ad ARPA per tutto l’arco temporale che va dal 2010 al 2016, abbiamo individuato gravi sforamenti dei limiti previsti dalla legge nei pozzi di quattro Comuni, tutti gravitanti nell’area dell’impianto industriale di A2A di Corteolona, che sono i seguenti: Belgioioso, Corteolona e Genzone, Pieve Porto Morone e Santa Cristina e Bissone

La stessa ARPA mi ha sottolineato che in questi pozzi “i superamenti dei valori di concentrazione soglia fissati dalle normative vigenti riguardano i parametri ferro, manganese, bentazone e somma fitofarmaci per i pozzi di Belgioioso e Pieve Porto Morone e i parametri ferro, manganese e ione ammonio per il pozzo di Santa Cristina e Bissone”.

Sul caso il M5S ha immediatamente presentato un’interrogazione regionale diretta all’Assessore Regionale all’Ambiente. In base alla documentazione che abbiamo ottenuto gli sforamenti dei valori di legge di ferro, manganese, bentazone e somma fitofarmaci nei pozzi di questi quattro Comuni, possono avere due origini. Per l’eccesso di ferro e manganese la sorgente può essere sia l’eventuale obsolescenza della rete idrica, sia la presenza sul territorio di un enorme impianto industriale con relative emissioni impattanti. Abbiamo effettuato questa indagine proprio per avvalorare la tesi che prima di portare avanti il triplicamento dell’inceneritore A2A, sia indispensabile accertare se le emissioni dell’impianto non abbiano ricadute tramite percolamento in falda perchè la situazione di questi pozzi di acqua potabile già oggi appare gravemente compromessa”.

Per quanto riguarda l’eccessiva concentrazione di fitofarmaci, bentazone, ione ammonio, tutti i paramentri sforano, anche qui, i valori soglia dettati dalla legge, la sorgente potrebbe essere un cattivo ed eccessivo utilizzo di diserbanti e pesticidi in agricoltura, con percolamento nelle falde. I dati evidenziano che questa contaminazione permane da molti anni, almeno dal 2010! E il problema non solo non è stato risolto, ma ci domandiamo perchè i cittadini non vengano puntualmente informati sulla qualità dell’acqua potabile dei pozzi dei propri Comuni.

Ci domandiamo come mai, in 6 anni, non si è ancora provveduto né ad accertare la fonte dell’eccesso di concentrazioni, né a prendere provvedimenti. Nell’interrogazione chiediamo quindi che, nei quattro Comuni, vengano convocate assemblee pubbliche per informare i cittadini sui rischi sanitari derivati dalla presenza di elevate concentrazioni di ferro, manganese, bentazone e somma fitofarmaci nei pozzi. Chiediamo poi che siano messe in atto tutte le misure precauzionali necessarie a tutelare la salute dei cittadini residenti in questi Comuni. Ed infine chiediamo di individuare chiaramente la sorgente della contaminazione ed abbattere le elevate concentrazioni. Ricordo infatti che numerosi studi sia dell’Organizzazione mondiale della sanità sia dell’Istituto superiore di Sanità, sia di ISPRA, evidenziano come l’eccessiva esposizione nel tempo a questi contaminanti comporta elevati rischi per la salute. Cito un esempio: a fronte di una soglia di legge pari a 50µg/l , in alcuni di questi pozzi la concentrazione di manganese supera il valore di 2.000µg/l ! E’ chiaro che simili dati, puntualmente riportati nel dettaglio all’interno dell’interrogazione, sono molto preoccupanti e danno evidenza dello stato di compromissione ambientale di quell’area. Per questo, abbiamo ritenuto fondamentale attivare Regione Lombardia su questo nuovo caso, sollecitando un pronto intervento da parte degli enti regionali ATS e ARPA, preposti alla tutela della salute e dell’ambiente. E’ giunto il momento di guardare a un futuro ambientale e sanitario sostenibile, superando modelli obsoleti che avvelenano l’ambiente e la salute. Prima di prendere in considerazione progetti che andranno potenzialmente ad alterare il già precario equilibrio ambientale e sanitario della bassa pavese, le Istituzioni devono adoperarsi a tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente”.

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