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Inceneritore Corteolona: M5S contesta i dati A2A e chiede la sospensione immediata dell’iter

Inceneritore Corteolona: M5S contesta i dati A2A e chiede la sospensione immediata dell’iter

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Stamani in Commissione Ambiente di Regione Lombardia, si è tenuta l’audizione della Provincia di Pavia e di A2A Ambiente S.p.A. in merito alle criticità relative al progetto di triplicamento dell’inceneritore di Corteolona.

La consigliera regionale M5S Iolanda Nanni, presente alla seduta e in prima linea nella battaglia contro il triplicamento dell’inceneritore, dichiara: “Nella sua presentazione dell’impianto, A2A ha dichiarato che gli impatti sull’ambiente e sulla salute derivati dalle emissioni dell’impianto sarebbero rasenti lo zero. Ma si tratta di dati parziali, in quanto su quell’area non è mai stato avviato un monitoraggio al suolo che decreterebbe l’effettiva compromissione dello stesso. Peraltro, affermare che l’impatto dell’inceneritore sarebbe rasente lo zero, è contraddetto persino dallo stesso studio sanitario commissionato da A2A all’Istituto Mario Negri che classifica la qualità dell’aria nella zona residenziale, posta entro un raggio di 5 Km dall’impianto, come livello fra “insalubre” e “moderato”. Il che ci dà quindi dei segnali non proprio rassicuranti. Inoltre, ho sollevato il problema della contaminazione delle falde (a cui né A2A, né la Provincia di Pavia avevano fatto cenno) sul quale è aperto già da due anni un iter di bonifica presso la Provincia di Pavia che non ha ancora portato risultati. Per questo ritengo sia quanto meno azzardato dichiarare che non vi sono impatti, ed ho fatto notare che ci sono gravi lacune anche da parte della Provincia che, a distanza di anni, non si è adoperata per individuare la sorgente dell’inquinamento delle falde, stante anche il fatto che i pozzi di quattro comuni, tutti gravitanti intorno all’impianto, risultino contaminati: si tratta di Belgioioso, Corteolona, Pieve Porto Morone e Santa Cristina e Bissone”.

“Dall’audizione è emerso chiaramente che i dati presentati sono del tutto insufficienti a fornire il quadro dell’effettiva compromissione ambientale poiché non esiste il “punto zero”, vale a dire che in questi anni né l’azienda, né la Provincia hanno mai commissionato un monitoraggio al suolo sull’area esterna all’impianto che possa decretare sia la ricaduta degli inquinanti, sia il cosiddetto “effetto accumulo”, ma le emissioni sono state sempre esaminate tramite le centraline dell’aria o le emissioni “a camino” che, come tutti sanno, non danno indicazioni sul cumulo di sostanze inquinanti ricadute al suolo. Inoltre, ho dichiarato che lo studio sanitario commissionato all’Istituto Mario Negri da A2A non è assolutamente significativo perché si basa su dati sperimentali del 2009 e del 2010 che non rispecchiano la situazione attuale. Peraltro, questo studio è stato commissionato nella contingenza dell’iter quando poteva benissimo essere affidato già nel 2013, quando fu autorizzata la VIA, e ciò ci avrebbe consentito di avere oggi dati significativi nell’arco di almeno 4 anni di lavoro.”

“Infine, ho espressamente richiesto ad A2A se vi era disponibilità a sobbarcarsi dei costi di un monitoraggio al suolo, alla luce dell’approvazione della nuova mozione del M5S (moz. n. 773 approvata il 15 giugno 2007) ma A2A non ha dato alcuna disponibilità ritenendo i dati a sue mani già sufficienti a dimostrare l’ecosostenibilità dell’impianto. Eppure se un colosso come A2A è così convinta che gli impatti al suolo siano rasenti lo zero, non si comprende come mai si rifiuti di coprire i costi di un monitoraggio che rivelerebbe il reale stato di compromissione del suolo, nelle aree adiacenti all’impianto: sarebbe un modo per rafforzare la propria immagine sul territorio e per rassicurare la popolazione preoccupata dalla costruzione di questo nuovo impianto.”

“Considerati quindi i dati emersi che considero del tutto insufficienti ad avallare un’approvazione del progetto, ho specificatamente fatto richiesta alla Provincia di Pavia di sospendere a tempo indeterminato l’iter in corso, sulla base di un principio di precauzione, dando assoluta priorità all’accertamento della fonte di inquinamento delle falde ed alla loro avvenuta bonifica, cosa che potrebbe comportare anni.”.

Iolanda Nanni – Consigliere Regionale del M5S

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