Home Diritti e pari opportunità Educazione sessuale, Ombretta Colli nega le Pari Opportunità.
Educazione sessuale, Ombretta Colli nega le Pari Opportunità.

Educazione sessuale, Ombretta Colli nega le Pari Opportunità.

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Ancora una volta riceviamo messaggi di chiusura da parte di organi del Consiglio in Regione Lombardia, ma stavolta ci sembra davvero incredibile che il Consiglio per le pari opportunità, presieduto da Ombretta Colli, dia parere negativo a due nostre proposte di legge. La prima propone soluzioni per istituire momenti di confronto fra i giovani, a scuola e nei centri di aggregazione giovanile, sull’affettività e la sessualità consapevole tra i giovani, la seconda vuole avviare una sperimentazione per l’assistenza emotiva, affettiva e sessuale ai disabili; sicuramente argomenti delicati che devono essere trattati con sensibilità e attenzione e che vengono ignorati dall’istituzione regionale.

Ci risulta che il Comitato debba esprimersi sul rispetto delle pari opportunità fra i generi delle proposte di legge regionali, non ci spieghiamo quindi perché la signora Colli sostenga, nel parere negativo che ci ha trasmesso, che l’educazione sessuale dei giovani debba essere condivisa con le famiglie, cosa che non abbiamo mai messo in discussione, o che la sperimentazione per i disabili meriti una legge più ampia di quella che abbiamo presentato e quindi questa non vada bene, salvo poi dimenticarsi dell’argomento che altrimenti non sarebbe trattato in regione. Il suo parere assomiglia più a quello di una commissione consiliare piuttosto che a quello dell’organismo con funzioni meramente consultive sulla parità che presiede, parità che non viene minimamente messa in dubbio dalle nostre proposte di legge, ma che viene anzi sostenuta con precisi commi sull’educazione antiviolenza di genere e il rispetto.

Da una Presidente e da un consiglio per le pari opportunità non ci saremmo mai attesi un atteggiamento sessuofobico e reazionario. Al contrario restiamo convinti che l’educazione sessuale e affettiva realizzi le pari opportunità, in un momento nel quale le violenze che coinvolgono le donne sono quotidiane. E’ proprio l’educazione all’affettività che, in questi casi orribili, può fare la differenza. Di più, per le persone disabili la realizzazione delle pari opportunità passa anche dal diritto all’affettività. Ci chiediamo a questo punto quale sia l’utilità di un Comitato che ha questo atteggiamento verso la realizzazione delle pari opportunità in Lombardia, forse è utile solo a dare visibilità all’ennesimo personaggio di elezione politica.

Paola Macchi – Portavoce Regionale del M5S

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