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Un altro incendio in Lomellina: ora basta

Un altro incendio in Lomellina: ora basta

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Venerdì pomeriggio, è divampato un nuovo incendio nell’area della Eredi Bertè, le cui cause sono ancora da accertare.

La Lomellina è in pericolo: occorre agire. Il poravoce regionale simone verni, con ideputati M5S Romaniello e Iolanda Nanni è da ieri in costante contatto con la Prefettura di Pavia che sta coordinando gli interventi sul sito di stoccaggio rifiuti della Eredi Bertè, sotto sequestro dal settembre dello scorso anno, quando andarono a fuoco circa 12.000m3 di materiale combusto.

Vogliamo ringraziare i vigili del fuoco di Mortara, Vigevano, Robbio e Mede, i carabinieri, il personale medico del 118 e tutti coloro che si stanno spendendo per domare questo nuovo rogo che, ancora una volta, espone la cittadinanza Lomellina a un pericolo ambientale e sanitario.

Siamo in attesa di conoscere l’entità del danno ambientale e degli esiti dei monitoraggi fatti da ARPA. La preoccupazione è forte dato che la ricaduta a suolo di diossine, metalli pesanti e sostanze tossiche in aree sostanzialmente agricole, può ulteriormente compromettere la già precaria situazione ambientale della Lomellina. Ci si domanda se questo ennesimo rogo poteva essere evitato: se, ad esempio, si fosse provveduto ad ordinare la rimozione dal sito del materiale andato fuoco a settembre dello scorso anno, oggi forse non assisteremmo ad un ennesimo scempio ambientale. Dopo 14 roghi in un anno, avvenuti tutti in provincia di Pavia, gran parte dei quali presso impianti rifiuti ed alcuni ripetutisi presso lo stesso impianto (vedi anche il caso Aboneco), non possiamo più permetterci lentezze istituzionali, nè carenze di controlli o tentennamenti d’azione. La politica puó e deve fare la sua parte

Abbiamo predisposto una richiesta ad ARPA per verificare i parametri delle sostanze tossiche riscontrate non solo nell’aria ma ricadute al suolo. È fondamentale in questi casi procedere ai monitoraggi a terra nei punti attraversati dalla colonna di fumo per verificare l’effettivo danno ambientale. Al contempo chiederemo ad ATS Pavia se hanno valutato di emettere una disposizione di divieto di consumo di prodotti degli orti e coltivazioni sull’area.

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