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No a 150 mila euro per il contratto di fiume, scelta inspiegabile

No a 150 mila euro per il contratto di fiume, scelta inspiegabile

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Nel corso della discussione dell’Assestamento di Bilancio, la scorsa settimana, è stata bocciata una nostra proposta che chiedeva lo stanziamento di 150 mila euro (50 mila all’anno per i prossimi 3 anni) per la realizzazione del Contratto di Fiume per il Chiese.

E’ una bocciatura grave e senza senso, una scelta inspiegabile. Tutti continuano a sostenere che serve fare sistema, mettersi intorno ad un tavolo per tutelare tutti gli interessi di chi vive e utilizza il fiume, ma poi non si mettono i soldi per avviare uno degli strumenti ideali per concordare gli interventi: il contratto di fiume.

Senza soldi le parole dell’Assessore Rolfi di questi giorni rischiano solamente di essere buoni propositi irrealizzabili. Tutelare il fiume significa cercare di temperare tutti gli interessi: agricoli, ambientali ed economici. Non è un percorso facile, ma il contratto di fiume sicuramente rappresenta la strada migliore per provarci. Si possono coinvolgere nel contratto varie provincie ed anche le altre regioni.

E’ assurdo che anche dopo i problemi sanitari dell’anno scorso, si continui a tergiversare e si dica ‘no’ anche alle minime risorse che potrebbero servire per avviare un percorso di valorizzazione del fiume.

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