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Centri Diurni e contributi – Riaprono le strutture per 14 mila disabilità

Centri Diurni e contributi – Riaprono le strutture per 14 mila disabilità

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CENTRI DIURNI E CONTRIBUTI – RIAPRONO LE STRUTTURE PER 14 MILA DISABILITÀ

Regione Lombardia ha approvato le linee guida che consentiranno la riapertura dei centri diurni, chiusi a causa dell’emergenza coronavirus, e l’adeguamento di 300 euro dei contributi per bambini e ragazzi con disabilità gravissima.

Il consigliere Gregorio Mammi’ commenta: ” Nonostante la delibera sia, a mio parere, fortemente in ritardo, ritengo sia coerente con le richieste avanzate nella mia mozione.

Il primo passo avanti è stato fatto; con l”accoglimento di una delle mie proposte avanzate all’assessore:
🔸L’INNALZAMENTO DEL BUONO DA  600 € a 900€ , a compensazione del maggior carico assistenziale dovuto alla chiusura delle scuole, è una delle proposte che come M5S avevamo avanzato all’assessore.

In questa delibera ci sono delle criticità che andrebbero e dovrebbero essere migliorate per renderla più inclusiva , senza correre il rischio che alcuna famiglia rimanga esclusa.
Di fatto, il carico assistenziale che hanno dovuto sopportare queste famiglie è stato altissimo
Ho chiesto all’assessore che venga specificata la possibilità di usufruire dei voucher oltre la normale scadenza attuale, vista l’impossibilità quasi completa della fruizione per i primi sei mesi dell’anno corrente, inoltre che sia estesa a più enti erogatori, non solo quelli accreditati presso la Regione, dato che l’offerta talvolta non soddisfa la domanda e molte famiglie non ricevono assistenza per mancanza di personale specializzato.

Un integrazione per i caregiver fruitori del buono b2, perchè anche queste famiglie, data la chiusura di centri semi residenziali hanno dovuto fronteggiare questa emergenza con le loro forze, e non possiamo dimenticarci di loro!!

AVVIO DELLA FASE DEI SERVIZI SEMI-RESIDENZIALI PER PERSONE CON DISABILITÀ

Regione Lombardia si dota di un piano territoriale, con specifiche linee guida alle quali i vari centri dovranno attenersi per aprire in sicurezza..
È molto interessante la possibilità del progetto individuale, con il quale la famiglia, in accordo con l’ente responsabile del servizio, può a secondo delle condizioni (salute-famiglia-abitazione, ecc..) modificare il tipo di intervento.

‼Anche in questo caso sarà fondamentale monitorarne l’applicazione per evitare che emergano criticità.

🔸MONITORAGGIO E SORVEGLIANZA SANITARIA DEI FREQUENTATORI DEI CENTRI SEMI-RESIDENZIALI E RIABILITATIVI(OSPITI E OPERATORI)

Altro punto importante per la fase di riavvio è il monitoraggio dei frequentatori dei centri attraverso lo strumento del test sierologico ed eventualmente, in caso di positività allo stesso, il tampone.

Questo punto viene ritenuto dal comitato assolutamente essenziale, e ciò ci da lo spunto per esaminare le criticità del provvedimento in questione. Innanzitutto il monitoraggio sanitario non può e non deve avvenire solo in fase di riavvio, ma essere proposto regolarmente e settimanalmente per tutelare sia ospiti che operatori. Inoltre bisognerebbe specificare, in merito alla sorveglianza ed il monitoraggio sanitario, che gli stessi valgano per tutti i centri che ospitano le persone con disabilità, quindi anche per quelli che si occupano esclusivamente di terapie riabilitative e non di semiresidenzialità. Queste strutture devono garantire sicurezza e la Regione stessa deve impegnarsi scrupolosamente a controllare periodicamente che tutte le linee guida siano rispettate per evitare ogni tipo di pericolo,dato che si tratta di persone con fragilità importanti.

⭕ IL DATO NEGATIVO – COMPLETA DIMENTICANZA DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI).

La maggior parte delle famiglie, a causa della emergenza sanitaria, ha dovuto rinunciare in tutto o in parte all’assistenza domiciliare, con gravi ripercussioni sia sulle condizioni delle persone assistite, sia di quelle delle famiglie, che spesso, per qualche ora alla settimana, riescono a trovare un piccolo ma determinante sollievo, grazie al preziosissimo lavoro delle varie figure che assistono i propri cari.

Su questo tema ho già più volte segnalato alla direzione welfare delle inefficienze è la mancanza totale di protocolli di gestione sia dei pazienti Covid ma soprattutto di nuovi sintomatici o di persone a rischio. Ho chiesto all’assessore di farsi promotore di alcuni protocolli per le persone con disabilità che hanno diritto all’ADI e che i servizi sociali di ogni comune, studino caso per caso le esigenze e le difficoltà di queste famiglie.

Anche per gli Assistenti domiciliari è necessario prevedere il monitoraggio sanitario attraverso lo strumento del test sierologico ed eventualmente di quello molecolare, anche in questo caso, da effettuare in maniera regolare e periodica.

Per onestà, devo comunque affermare che sono stati fatti dei passi in avanti e per questo, ringrazio l’assessore Stefano Bolognini”.

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