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Test sierologici – il TAR boccia l’accordo San Matteo Diasorin

Test sierologici – il TAR boccia l’accordo San Matteo Diasorin

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🔴  TEST SIEROLOGICI – IL TAR BOCCIA L’ACCORDO SAN MATTEO DIASORIN, ORA INTERVENGA LA CORTE DEI CONTI

Il consigliere Massimo De Rosa era stato il primo a denunciare le gravi criticità legate all’acquisto in affidamento diretto, senza prima mettere in campo una procedura competitiva e concorrenziale aperta al mercato, di 500mila test sierologici Diasorin da parte di Regione Lombardia.

Oggi il TAR ha accolto il ricorso e condanna la Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo eDiasorin spa al pagamento delle spese di lite di 10.000 euro.

Massimo De Rosa spiega:
“Da oggi, quando parliamo del modo in cui Regione Lombardia ha speso i soldi dei cittadini durante questa emergenza, non possiamo più dire che si è trattato di errori o che non si era a conoscenza di cosa stava accadendo.

È da due mesi che faccio accessi agli atti e depositiamo interrogazioni sia regionali che alla camera per fare chiarezza sulla questione e poter offrire alla magistratura penale, contabile, all’AGCM e all’ANAC un quadro completo di cosa è accaduto in Lombardia.
➡️ Venerdì scorso ho depositato l’ennesima interrogazione proprio per chiedere conto del possibile danno erariale, sono curioso di conoscere la risposta della Giunta, chissà se ora avranno la decenza quantomeno di ammettere i propri errori, o andranno contro la sentenza dei TAR che trasmette gli atti alla Procura presso la corte dei Conti di Milano.

Il TAR mette nero su bianco:
‼️“LA FONDAZIONE HA IMPEGNATO RISORSE PUBBLICHE MATERIALI E IMMATERIALI CON MODALITÀ ILLEGITTIME SOTTRAENDOLE ALLA LORO DESTINAZIONE INDISPONIBILE”‼️

➡️ Tradotto: l’accordo Diasorin-San Matteo decade perché Regione Lombardia ha sprecato soldi e risorse pubbliche.
Il tutto mentre i parenti dei contagiati chiedevano tamponi senza ricevere risposta e il virus continuava a diffondersi incontrollato in Lombardia. Con i tragici risultati dei quali siamo tutti a conoscenza e dei quali la nostra Regione con i suoi lavoratori, le sue imprese e i suoi negozianti, paga ancora le conseguenze.

Questa sentenza è solo l’inizio.
Devono rispondere per la loro incompetenza davanti a tutti i cittadini. La Giunta di regione Lombardia è al capolinea e prima lo riconoscono meglio sarà per tutti”.

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