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Impianti termici: Maroni vuole semplificare, ma ai cittadini conviene?
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Impianti termici: Maroni vuole semplificare, ma ai cittadini conviene?

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riscaldamento

Con due interrogazioni a firma Gianmarco Corbetta, il M5S Lombardia chiede alla giunta di fare chiarezza sulle nuove regole e sulla tassazione riguardanti gli impianti termici delle nostre abitazioni.

Con la prima interrogazione abbiamo sollevato il problema della tassa regionale sulle caldaie, che oggi tiene in considerazione solo la potenza dell’impianto. In pratica una nuova ed efficiente caldaia a metano viene tassata di più rispetto ad  vecchia e inquinante caldaia a gasolio, se quest’ultima ha una potenza inferiore alla prima. A nostro parere invece la tassazione dovrebbe considerare anche il rendimento della macchina e il combustibile utilizzato: anche in questo modo si incentiva la sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio, tra le principali fonti di inquinamento nelle nostre città, con caldaie di nuova generazione, ben più efficienti e rispettose dell’ambiente.

Con la seconda interrogazione abbiamo affrontato il tema della termoregolazione e contabilizzazione del calore nel condominio. Come noto la  legge prevede che a partire dall’inizio del prossimo anno i condomini dovranno installare dispositivi specifici per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, ovvero ciò che serve a misurare e pagare in bolletta l’effettivo consumo per ogni singolo utente. Si tratta di un provvedimento utile per favorire un utilizzo corretto del riscaldamento nei nostri edifici, disincentivando sprechi di calore, razionalizzando i costi e diminuendo l’inquinamento prodotto dalle caldaie.

Su questo tema la Regione è intervenuta con l’intento di semplificare il procedimento burocratico ma in realtà rischia di creare una falla notevole.  Difatti con una delibera ha stabilito che l’installazione di questi sistemi  può   avvenire   senza   la   preventiva   predisposizione   di   un progetto da parte di un professionista.

Ma l’installazione dei dispositivi per ripartire il costo del riscaldamento degli impianti centralizzati in funzione dell’effettivo consumo è normata in modo molto puntuale da leggi, decreti e norme tecniche cheimpongono l’obbligo di progettazione di tali sistemi di termoregolazione e contabilizzazione. Il motivo è semplice: solo un professionista può valutare in modo affidabile una serie di caratteristiche tecniche dello stabile, come l’orientamento e le diverse esposizioni delle unità abitative alle condizioni climatiche, la coibentazione, le dispersioni di calore nelle parti comuni e altro ancora,  che vanno tenute in considerazione per equilibrare al meglio l’impianto e stabilire la corretta ripartizione dei consumi.

Insomma, per fare le cose per bene occorre necessariamente fare una serie di calcoli termotecnici, definire le tabelle millesimali e la percentuale di quota fissa e quota variabile dei consumi. E questo lavoro se non lo fa un professionista chi lo può fare? Certamente questa attività ha un costo, ma è necessario per una affidabile e imparziale ripartizione delle spese tra i condomini!

Se l’intento di Maroni è quello di semplificare le procedure e diminuire i costi per i cittadini siamo naturalmente dalla sua parte, ma in questo caso specifico il rischio concreto è che l’installazione di questi sistemi comporti ripartizioni di costi non correte, generando una serie infinita di costosi contenziosi tra condomini!

Gianmarco Corbetta – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

  • WWW.TAXADVISOR.IT

    “un affidabile e imparziale ripartizione delle spese tra i condomini”, il tallone di Achille della legge regionale lombarda vigente è proprio questo. il criterio adottato ( SCELTO ) dalla legge per la corretta ripartizione del calore, negli immobili ultradecennali con riscaldamento centralizzato, non garantisce ne l’affidabilità e manco l’imparzialità. I professionisti principalmente si limitano ad utilizzare software pre-confezionati e tutto ciò poi crea conflitti condominiali nell’assemblee di approvazione dei consuntivi. La soluzione è una sola, la legge si limiti a stabilire le regole per le ore di riscaldamento, la temperatura dell’appartamenti, lo scarico dei fumi, i lettori di consumo, le valvole termostatiche, ma lasci tutto ciò che riguarda i criteri della ripartizione del costo del riscaldamento alla volontà assembleare dei condomini, in quanto ogni edificio ha caratteristiche oggettive o soggettive diverse da un altro.

  • Marco Bai

    Se parliamo dell’addizionale regionale posso lodare le intenzioni della proposta… ma stiamo parlando di una cifra che va da 1€ (per le caldaie sotto i 35 kW) a un massimo di 18 € (sopra i 350 kW)… insomma non stiamo parlando di cifre sensibili… e sicuramente non è un risparmio di pochi euro a incentivare la sostituzione di un generatore a gasolio con uno a gas a condensazione… dovrebbero esserci installatori capaci di fare il loro lavoro che facciano capire che generatori termici più evoluti permettono, in molti casi, un rientro dell’investimento in tempi decenti grazie al risparmio di combustibile ottenendo inoltre una conseguente diminuzione di emissioni in atmosfera…