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Donne a rischio tumore: la Lega Nord confonde la prevenzione con la cura

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Il Movimento 5 stelle ha votato contro la mozione della Lega volta a favorire la medicina post genomica. Secondo la logica di questa maggioranza, è arrivato il momento di personalizzare l’offerta diagnostica per patologie non diagnosticate in quanto non sviluppate e che potrebbero non svilupparsi mai. La mutazione genetica non è patologia di per sé, altrimenti saremmo tutti da curare, ed è probabilmente questo a cui aspira la medicina post genomica. Ancora oggi, nonostante l’attuale modello sanitario sia evidentemente insostenibile, la Lega chiede di curare i danni senza andare a valutare le cause di malattia.

Quando si evidenzia che la provincia di Varese è tra le zone d’Italia con la più alta incidenza di carcinomi mammari, la Lega e la maggioranza, con ipocrisia profonda, non si interrogano sulle possibili cause (Pedemontana, Malpensa, influenze elettromagnetiche, etc.) ma chiedono di fare lo screening genetico, per aprire le porte alla chirurgia esplorativa e profilattica.

Noi siamo contrari all’uso del test genetico in maniera diffuso. Tale pratica tende a generare malattia prima che si possa sviluppare, e che forse non si svilupperà mai, aumentando il carico di stress e di medicalizzazione oltre che di spesa sanitaria per prestazioni diagnostiche a fronte di patologie che potrebbero non svilupparsi mai.
Siamo contrari alla medicina post-genomica e favorevoli a quella epigenetica (studio dei fattori di rischio per lo sviluppo di mutazioni genetiche).

Oltretutto, a luglio, in fase di dibattimento del Programma Regionale di Sviluppo, la Giunta ha accettato il nostro ordine del giorno che chiede che ogni provvedimento in qualsiasi settore (gestione rifiuti, trasporti, infrastrutture, etc.), abbia una valutazione ex ante sull’impatto sulla salute dei cittadini.

Ribadiamo allora il nostro impegno nei confronti di un modello sanitario alternativo, sostenibile (quanto richiesto dalla Lega è altresì insostenibile dal punto di vista economico) che paga la salute, e non la malattia.
Ribadiamo la richiesta più volte esposta all’assessore Mantovani di dedicarci almeno due ore per illustrare il modello di sanità che appoggiamo, poiché oggi, più che mai, una sanità insostenibile, che terrorizza i cittadini, dichiarandoli malati anche quando non lo sono, è da contrastare.

La salute dei cittadini deve diventare l’obiettivo di ogni politica ad ogni livello istituzionale. Chi ha votato a favore della mozione della Lega, invece, ritiene che l’obiettivo delle politiche sanitarie lombarde debbano essere le malattie dei cittadini sani, per auspicare interventi inutili e dannosi.

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