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Bianzone, in regione il no alla cava

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La commissione regionale Ambiente ha ascoltato oggi il Comitato per la tutela e valorizzazione del territorio agricolo del piano di Bianzone (SO), promotore di una petizione per la salvaguardia del territorio che si oppone alla cava in località Ranèe a Bianzone.

Per il Movimento 5 Stelle Lombardia le ragioni del no alla cava sono assolutamente condivisibili.
Manca infatti la valutazione ambientale strategica al piano cave di Sondrio (approvato in regione nel 2007), l’attuale disponibilità di sabbia e ghiaia in provincia di Sondrio è in grado di soddisfare la domanda e il piano territoriale di coordinamento provinciale della Provincia di Sondrio, del 2010, individua la zona come area agricola strategica.

Il comitato chiede che la Commissione regionale ambiente porti il no alla cava in Consiglio regionale con una risoluzione per congelare l’intero progetto anche in attesa della Valutazione ambientale strategica.
Il movimento sosterrà l’appello del comitato anche in commissione regionale ambiente per arrivare ad una risoluzione che ribadisca il no alla cava.

Quello delle cave è uno dei temi ambientali più problematici che tratta la regione Lombardia: molti piani sono stati approvati dal consiglio regionale dopo il 2006, anno in cui è diventata obbligatoria la valutazione ambientale strategica – per mancanza di VAs è già stato annullato il piano cave di Bergamo – dopo un infinito numero di ricorsi. Dobbiamo uscire da queste situazioni di incertezza e cercare di ottenere che tutti piani vengano sottoposti a VAS. La cava a Bianzone va in ogni caso fermata.

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