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Cacciatori, per la Regione una specie da proteggere

Cacciatori, per la Regione una specie da proteggere

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cacciatoriNuovo esempio di politica senza senso che imbastisce un notevole spiegamento di energie nell’iter legislativo solo per salvaguardare interessi, e voti futuri, di determinate categorie.

Ieri in Commissione Agricoltura abbiamo effettuato le prime audizioni in relazione ai progetti di legge di modifica della legge regionale sulla caccia (L.R. n° 26 del 1993 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria”).

Per l’occasione uno dei relatori dei progetti di legge, il consigliere Alessandro Sala (Lista Maroni Presidente) ha snocciolato alcuni dati: nel 2013 in Lombardia ci sono 75901 cacciatori (tesserini venatori rilasciati), rispetto ai 78938 del 2011-2012, un trend in costante di diminuzione. Mentre il settore delle armi, al contrario, in Lombardia va a gonfie vele (http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/economia/13_novembre_05/armi-2013-record-vicini-milione-pezzi-5125697c-4605-11e3-9b53-d1d90833aa3d.shtml).

Questo evidenzia innanzitutto uno scollamento fra il numero di cacciatori e il destino dei produttori di armi, al contrario di chi continua a sostenere che tutelare la caccia significa anche tutelare posti di lavoro.

Ora lo studio di questi progetti di legge impegnerà i consiglieri regionali per ben sei mesi!

È incredibile come, da sempre, per poche decine di migliaia di persone, per di più concentrate nelle province di Brescia e Bergamo, la Lombardia si prodighi in atti, richieste di deroghe, “viaggi della speranza” a Bruxelles (come quelli dei consiglieri Rolfi e Parolini), richieste di “abbattere il muro che, in sede europea, impedisce l’autorizzazione del prelievo venatorio in deroga” (Fava, Assessore all’Agricoltura) e figuracce, visti i continui dinieghi dell’Unione Europea per le deroghe alla caccia di alcune specie di uccelli e relative procedure di infrazione.

Ci chiediamo come sia possibile che una lobby influenzi così l’azione di rappresentanti dei cittadini lombardi,  ovvero di quasi 10 milioni di persone. La risposta è semplice: voti. Garantirsi il voto dei cacciatori non solo porta benefici per il partito di appartenenza, seppur di modeste proporzioni, ma soprattutto per se stessi, perché significa avere migliaia di voti di preferenza nella provincia (perché con poche migliaia di voti si ha la certezza di essere eletti nel caso la lista di appartenenza abbia diritto ai seggi). E per una questione di voti si stanno analizzando progetti di legge ad esclusivo vantaggio dei cacciatori, che però sono sempre meno, come fossero una sorta di specie da proteggere.

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