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Mercati rurali e promozione prodotti tipici rurali non nella grande e media distribuzione organizzata

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Il Consiglio regionale lombardo ha approvato una proposta di modifica del testo unico sul tema dei mercati rurali e sulla promozione dei prodotti tipici rurali.

Il Movimento 5 Stelle ha apprezzato l’inserimento nei bandi di appalto pubblico di forniture di prodotti agricoli e agroalimentari destinati alla ristorazione collettiva specifici criteri di qualificazione ambientale aventi lo scopo di contenere i consumi energetici, di limitare le distanze di trasporto, di tutelare le risorse ambientali, di garantire la freschezza e la qualità dei prodotti, prevedendo quale criterio preferenziale per l’aggiudicazione l’utilizzo di derrate di prodotti freschi , da agricoltura biologica, stagionali e a km 0.

Ciò che purtroppo ha vanificato parte del lavoro è l’introduzione della richiesta che chiede di poter creare una riserva indiana nella GDO dei prodotti di cui sopra.

Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Tra produttore agricolo e grande distribuzione il potere contrattuale pesantemente asimmetrico. Non solo, il vero produttore biologico, biodinamico o a filiera corta non si rivolge alla grande distribuzione che non ha quel target. Sono mercati che vanno mantenuti paralleli che non possono avere complicità nella distribuzione. E’ assurdo creare delle riserve indiane di biologico e filiera corta nella grande distribuzione.

La maggioranza, con questo progetto che unisce due mondi incompatibili assumendo che la grande distribuzione sia l’unico sistema di distribuzione di prodotti possibile. E’ vero, la grande distribuzione primeggia nel mercato ma tutti sappiamo che ha l’oligopolio del commercio e enorme potere contrattuale. Il mercato produttivo agro alimentare non segue questa logica, punta alla qualità ed è privo di intermediari”.

Giampietro Maccabiani, consigliere del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Abbiamo deciso di astenerci su di un progetto che favorisce la grande distribuzione. Le grandi strutture di vendita e il chilometro zero sono due mondi che non possono incontrarsi, e con questa legge continuiamo a portare gente nelle strutture per la grande distribuzione, invece che portarla solo nei mercati rurali. Per questo non possiamo approvare il provvedimento voluto dalla Maggioranza”.

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