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Nomine sanità: rimane tutto in mano alla politica. Grave rischio per la legalità

Nomine sanità: rimane tutto in mano alla politica. Grave rischio per la legalità

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nomine-sanitaNon passa la cancellazione delle nomine politiche nel consiglio regionale della Lombardia che ha approvato il progetto di legge 90 che va a modificare il testo unico della sanità nella parte che riguarda le nomine dei direttori generali delle Aziende Ospedaliere e delle Asl alla luce di quanto stabilito dal Decreto Balduzzi.
La legge approvata è arriva in tutta fretta in aula senza un dibattito complessivo in sede di Commissione dove il progetto di legge sul tema del Movimento 5 Stelle non è stato abbinato a quello della Giunta, senza un motivo, nonostante le nostre proteste. Il Movimento, con 21 emendamenti, ha portato comunque in aula la sua volontà di cambiamento che è concentrata sul togliere alla Giunta regionale (composta da nominati), e quindi i politici, le nomine. E sottoporle al controllo trasparente del Consiglio regionale (eletto dai cittadini). Il Movimento 5 Stelle avrebbe voluto istituire una Commissione di valutazione per le nomine con componenti privi di cariche politiche. Allo stesso modo i direttori generali avrebbero dovuto essere scelti sulla base di comprovata capacità e merito. Chiedevamo inoltre che fossero puliti e cioè senza condanne, anche non definitive, per delitti contro la pubblica amministrazione e per i delitti di cui agli artt. 416 e seguenti del codice penale.

Silvana Carcano, consigliere del MoVimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: “Abbiamo visto in questi anni quanto accaduto con le nomine di Formigoni. Luigi Gianola, manager (in quota Lega) dell’ospedale della Valtellina, Pietrogino Pezzano, il direttore generale dell’Asl di Monza e Brianza, Pierluigi Sbardolini, che è stato direttore amministrativo del San Paolo di Milano e ora occupa la stessa carica nell’Azienda ospedaliera di Chiari: tutti freschi di arresto per reati gravi legati al loro lavoro di dirigenti. L’ex direttore dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco è stato condannato a 13 anni. Tutto questo è ignobile, al di là delle responsabilità che saranno accertate dalla Magistratura. I direttori generali gestiscono enormi quantità di denaro pubblico e la Casta che ne è affamata ha nominato i dirigenti fino a ora per ragioni che nulla hanno a che fare con il bene comune e il miglioramento della sanità lombarda”.

“La legge approvata dal Consiglio regionale non solo non consentirà al Consiglio regionale e alla commissione consiliare competente in materia di sanità alcun controllo o trasparenza, ma mantiene integralmente le nomine nelle mani della Giunta regionale. A pagare i danni della casta saranno, ancora una volta, i cittadini”, conclude Carcano.

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