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No alla svendita del patrimonio ALER

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SVENDITA PATRIMONIO ALER 29-07-14Nella seduta del 29 luglio 2014, la maggioranza ha votato un provvedimento che dà il via alla svendita straordinaria del patrimonio pubblico di ALER Milano.

La consigliera regionale M5S Iolanda Nanni dichiara: “Qui si fanno rientrare dalla finestra, provvedimenti che erano usciti dalla porta. Infatti, meno di un mese fa, all’interno di un progetto di legge omnibus, che conteneva gli argomenti più disparati, la maggioranza aveva già tentato di porre in “svendita” il patrimonio pubblico di ALER Milano. In quell’occasione, eravamo riusciti ad ottenerne lo stralcio integrale dal testo di legge.

Oggi purtroppo la maggioranza, con una visione molto miope sul tema casa, ci ha riprovato inserendo la “svendita” nel progetto di legge sull’assestamento in bilancio e votando a favore. Ciò è gravissimo poiché si va a depauperare il patrimonio pubblico di un ente regionale che svolge una importante funzione sociale, privandolo di alloggi necessari a sopperire l’enorme fabbisogno (quasi 24.000 persone in graduatoria oggi a Milano) e si destinano i proventi delle vendite non alla riqualifica o alla costruzione di nuovi alloggi popolari, ma al pesante disavanzo in bilancio di ALER Milano sul quale i proventi avranno un’incidenza del tutto irrisoria. E si fa tutto questo senza neanche aver valutato l’efficacia del piano di risanamento aziendale, a tutt’oggi giacente nei cassetti della Giunta, senza aver aspettato gli esiti della Commissione Inchiesta, tutt’ora in corso, per l’accertamento delle responsabilità sul disavanzo finanziario, e senza neppure sprendere in considerazione il crescente fabbisogno abitativo di case popolari attestato dallo stesso PRERP – documento di programmazione regionale sulle politiche abitative –  a 400.000 alloggi per l’anno 2018, ben sapendo che il patrimonio delle ALER è pari, a oggi, a 160.000 alloggi. Inoltre, si assume la svendita del patrimonio pubblico, in deroga alla LR 27/2009, senza considerare l’incidenza su ALER Milano che avranno gli interessi bancari e oneri finanziari derivati da inasprimenti delle banche sulle accensioni delle linee di credito, dovuti proprio al depauperamento del patrimonio di ALER, grazie al quale l’azienda oggi era riuscita a scongiurare il fallimento. Questa scelta politica è del tutto irresponsabile e mette a rischio migliaia di famiglie a tutt’oggi in attesa di assegnazione di alloggi popolari, non incide sul disavanzo di ALER e mette Regione Lombardia in condizioni di non saper rispondere in maniera efficace alla domanda di case che è progressivamente in aumento”.

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